Per Natale riapre l’Annunziata e la torre del duomo torna libera

Lo annuncia il vescovo Leuzzi, che ricorda: «Abbiamo oltre 170 edifici di culto chiusi» Proteste da Padula: «Il santuario dell’Assunta lasciato senza il tetto dalla primavera scorsa»
TERAMO. La ricostruzione del tessuto sociale ed identitario del territorio, duramente colpito dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, passa anche per la riapertura delle numerose chiese ancora chiuse a causa dei danni del terremoto. Una tematica molto sentita dai fedeli teramani, che entro Natale potranno finalmente riappropriarsi della storica e centralissima chiesa dell'Annunziata. Ad annunciarlo, durante una diretta su Teleponte, è stato il vescovo Lorenzo Leuzzi, che ha ricordato come siano appena partiti i lavori per la messa in sicurezza dell’edificio di culto di via Palma. «Abbiamo oltre 170 chiese chiuse», ha detto Leuzzi, «anche se molte ne abbiamo già riaperte, come la cattedrale di Atri. Sono inoltre iniziati i lavori all'Annunziata e, se Dio vuole, prima di Natale potremo celebrarvi la messa. Entro il 19 dicembre, il giorno del patrono San Berardo, inoltre, anche il campanile del duomo dovrebbe tornare alla sua naturale veste». Sulla torre campanaria sono previsti interventi di messa in sicurezza che, secondo quanto annunciato dai tecnici incaricati dalla Curia, non saranno visivamente molto impattanti.
Negli ultimi mesi sono state diverse le chiese che hanno riaperto ai fedeli: l’ultima a fine ottobre è stata quella di Sant'Andrea Apostolo a Cortino, in località Faieto, mentre in precedenza erano tornate fruibili, oltre alla cattedrale di Atri, anche le chiese di San Pietro Apostolo a Torricella Sicura, Santa Maria Maddalena a Garrufo di Campli, San Salvatore a Frondarola di Teramo. Sono in corso gli interventi sulle chiese di San Leonardo a Rocca Santa Maria, Sant'Egidio Abate a Cerqueto di Fano Adriano, San Michele Arcangelo a Colledonico di Tossicia e Santi Pietro e Paolo a Fano Adriano.
IL CASO PADULA. Il vescovo Leuzzi ha preso in mano con decisione la ricostruzione delle chiese della diocesi, sul solco del predecessore Michele Seccia, ma è evidente che i tempi non possono essere brevi per tutti gli edifici lesionati. Da Padula, frazione di Cortino, arriva la protesta per la situazione in cui versa ormai da mesi il santuario di Santa Maria Assunta. A sollevare la questione, con una nota, Anna Rita Di Berardo, una cittadina originaria di Padula e residente a Roma. «Sono mesi che il tetto dell’ala sinistra del santuario è crollato e ad oggi non è stato fatto nulla», scrive al nostro giornale, «la chiesa in questione è del XIV secolo, con altare barocco e affreschi alle pareti, ma ha ovviamente un valore ancora maggiore per chi è cresciuto in quel paese di montagna. Era la scorsa primavera quando il tetto è crollato. Durante l’estate non è stato fatto nessun intervento di copertura, neanche provvisorio, e ogniqualvolta pioveva il santuario si riempiva d’acqua». Una situazione a fronte della quale la signora, ai primi di settembre, ha chiamato in curia con l'obiettivo di chiedere un appuntamento al vescovo per conto dei residenti di Padula. «La Curia, in risposta, mi ha dato il numero di un ingegnere», dichiara la signora, «l'ho chiamato ma la segretaria mi ha risposto che lui dialogava solo con il parroco. Intanto è passato altro tempo. Ad ottobre, quando alcuni tecnici sono andati a vedere il santuario, sembrava finalmente in arrivo una copertura provvisoria, che però non è mai arrivata. Ora il parroco ha detto che per la chiesa di Padula lui non può fare più nulla. Secondo diverse fonti però per questo santuario sono stati stanziati 600mila euro. Chiedo che i lavori siano avviati prima che cominci a nevicare e i danni diventino irreparabili».(a.m.-d.v.)
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