«Per non sentirvi soli usate telefonino e computer»

14 Marzo 2020

A Giulianova c’è un servizio per affrontare ansie e paure legate all’emergenza Collevecchio e Pasquali: «Viviamo giorno per giorno, non finirà subito» 

GIULIANOVA . Un servizio telefonico di supporto psicologico per gestire una serie di difficoltà legate all’emergenza coronavirus, dalla paura del contagio all’ansia legata alla “cattività”, e non solo. Anche a Giulianova è stato istituito il servizio con l’attivazione del numero 085/8021900, a cui rispondono le volontarie psicologhe e psicoterapeute Silvia Pasquali e Laura Collevecchio.
Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12, dalle 16 alle 19 e dalle 21 alle 22.
Pasquali e Collevecchio sottolineano la sensibilità del sindaco Jwan Costantini e della vice Lidia Albani i quali hanno colto che «per molte persone questo isolamento fisico imposto è difficile da gestire per ragioni legate a patologie pregresse o per sintomatologie ansiose». Le due psicologhe, peraltro, nella pagina Facebook del loro “Studio 2.0” stanno pubblicando video con cui supportare le persone sotto diversi aspetti. Ne è stato pubblicato uno in cui si consigliano le fonti ufficiali da cui attingere notizie per non cadere preda delle fake news. Il prossimo fornirà consigli su come far utilizzare i dispositivi digitali ai bambini, utili in questi giorni in cui si deve restare a casa. «Lo scenario attuale è che le famiglie devono rimodulare il loro modo di vivere il tempo e lo spazio in casa soprattutto, e la gestione completa dei figli nonché l’aspetto lavorativo per chi ancora deve andare a lavorare», spiega Collevecchio che sottolinea come tutto ciò può non essere facile.
Intanto c’è da dire che persone con pregresse patologie psichiatriche o che avevano, già intrapreso percorsi di cura o di psicoterapia possono chiedere di essere seguiti via Skype o via telefono dai colleghi che li hanno in carico. «Questo momento di criticità potrebbe inoltre riacuire nelle persone esposte in precedenza ad altri fattori stressanti, sintomi ansiosi o depressivi. Pensiamo anche alle persone con disturbo post traumatico da stress relativa al terremoto», aggiunge Pasquali. E il web può aiutare a sentirsi meno isolati. «L’isolamento sociale, fisico non deve essere una barriera tra le persone: abbiamo la fortuna, è il caso di dirlo per i device spesso demonizzati, di poter stare vicini anche stando lontani. Facciamolo!», consiglia Collevecchio ricordando che il personale impiegato nell’emergenza è sottoposto a “stressor contesto-dipendenti, professionali e personali”. Poi c’è il possibile arrivo di un “picco di sopportazione psicologica” di questa situazione: «Molte persone già vorrebbero festeggiare la fine di tutto in piazza e va bene mantenere un pensiero positivo e progettuale ma entriamo nell’ottica che passeranno altri giorni. Fermiamoci al qui e ora, programmiamo giorno per giorno il da farsi, limitiamo l’accesso di informazioni allarmistiche, seguiamo le fonti ufficiali», osservano le psicologhe che si stanno formando per dare risposte a questa emergenza sulla piattaforma dell’Istituto superiore di sanità. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.