Per riavviare i lavori sul corso serve una perizia di variante

8 Febbraio 2017

TERAMO. Sarà pronto all'inizio della prossima settimana l'atto che farà ripartire il cantiere di corso San Giorgio. Il termine è stato fissato ieri nell'incontro tra l'assessore ai lavori pubblici...

TERAMO. Sarà pronto all'inizio della prossima settimana l'atto che farà ripartire il cantiere di corso San Giorgio. Il termine è stato fissato ieri nell'incontro tra l'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa e i tecnici che stanno seguendo l'opera. Gli interventi non previsti nella fase di progettazione e resi necessari dal rinvenimento dei reperti archeologici nell'area interessata dagli scavi hanno richiesto una perizia di variante per la quantificazione dei maggiori costi sostenuti dall'associazione temporanea d'imprese a cui è affidato l'appalto. Dalla compilazione dell'atto, che dovrà essere avallato dalla Regione, ente finanziatore del progetto, dipende la liquidazione della somma relativa al primo stato di avanzamento dei lavori e di conseguenza la riapertura del cantiere. I lavori sono stati sospesi a inizio dicembre, per la tregua natalizia concessa ai negozianti stremati dalla prolungata presenza delle barriere che hanno limitato l'accessibilità del corso, ma anche a causa della doppia emergenza innescata dal maltempo e dal terremoto non sono ripresi dopo le feste com'era previsto. Nel frattempo è emerso il problema della perizia di variante che ha condizionato l'atteso pagamento del primo blocco di lavori portati a termine.

La questione, però, ormai è risolta. «Entro lunedì o al massimo martedì», annuncia Fracassa, «il direttore dei lavori completerà la perizia di variante che subito dopo manderemo all'Aquila per il nulla osta da parte della Regione». L'assessore ieri ha sollecitato i tecnici a convocare per gli stessi giorni un incontro con i rappresentanti delle ditte appaltatrici, finalizzato a mettere a punto il nuovo cronoprogramma della riqualificazione del corso.

La parte più impattante dell'opera, che nei mesi scorsi ha suscitato accese contestazioni da parte dei commercianti della zona, è di fatto conclusa. Da smantellare con ruspe e picconi resta solo un tratto di marciapiede nei pressi dell'incrocio con piazza Garibaldi. Sarà necessario anche un ulteriore scavo, che Fracassa assicura piccolo, per la sistemazione di un tratto di condotta fognaria sempre nella parte alta del corso. Questi interventi, che sempre a detta dell'assessore non comporteranno la transennatura invasiva dell'area coinvolta, potrebbero procedere di pari passo con l'installazione del nuovo pavimento. Il posizionamento delle mattonelle partirà, infatti, dall'incrocio con piazza Martiri, dalla parte opposta rispetto a quella interessata dagli scavi. L'amministrazione cittadina, però, è in attesa del via libera da parte della Sovrintendenza ai beni architettonici al progetto per la valorizzazione dei resti dell'antico porticato scoperti, durante gli scavi, in corrispondenza degli archi che fiancheggiano il corso. Da questo passaggio burocratico dipenderà anche l'avvio della pavimentazione.(g.d.m.)

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