Per riparare i danni servono 27,2 miliardi

Coperto il 33% del costo totale, oltre 7.300 famiglie devono ancora presentare la richiesta di fondi
TERAMO . Il 2021 è stato anche l’anno che ha permesso di avere un quadro definitivo e attendibile dei danni causati dalla sequenza sismica tra fine 2016 e inizio 2017, sia della spesa necessaria alla loro riparazione. Questa ammonta a 27,2 miliardi di euro, dei quali 19,5 per la sola edilizia privata.
Per la prima volta, inoltre, emerge il quadro dei danni nei singoli comuni. In testa c’è Amatrice (Rieti) con 1,2 miliardi per la ricostruzione privata, seguita da Tolentino (Macerata) con 950 milioni, Camerino (Macerata) con 900 milioni e Norcia con 830 milioni.
A fronte di queste esigenze le richieste di contributo per gli interventi privati già presentate coprono il 33 per cento della spesa complessiva. Il nuovo quadro dei danni consente anche una programmazione più efficace delle scadenze per la presentazione delle istanze relative alla ricostruzione pesante. La prima è stata fissata al 30 giugno per i proprietari delle abitazioni inagibili che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione o usufruiscono di un alloggio nelle Sae, soluzioni abitative di emergenza, e che non abbiano impedimenti oggettivi. Il termine è stato indicato anche sulla base della ricognizione affidata a Invitalia, d’intesa con la Protezione civile, secondo la quale sono 15.224 i nuclei familiari che ricevono il sostegno statale, di cui 7.368 non hanno ancora presentato la richiesta del contributo. Circa la metà di questi, secondo le stime, sarebbero in condizioni di presentare il progetto e la richiesta del contributo entro la scadenza prevista.

