Perde soldi con le azioni, condannata la banca a Teramo

4 Dicembre 2014

Il tribunale dispone che la Bnl risarcisca con più di 25mila euro una cliente convinta a investire in titoli ad alto rischio e non avvisata del loro calo

TERAMO. Una semplice investitore vince contro un colosso come la Bnl. La banca è stata infatti condannata a risarcire più di 25mila euro – a cui si sommano interessi, rivalutazione e spese legali – a una donna teramana, P.D’A. che da anni era cliente dell’istituto di credito. Fino al 2008 la donna aveva investito i propri soldi in investimenti sicuri come i titoli di Stato, ma ad un certo punto le hanno proposto di investire cospicue somme in azioni di della StMicroelectronics. P.D’A. ha dunque sottoscritto nel 2005 tre contratti di acquisto di titoli azionari. Solo dopo parecchio tempo si è accorta che le azioni erano in deciso calo, e ha chiesto conto alla banca, che non l’aveva avvertita del prolungato calo del titolo. Da qui l’azione legale – P.D’A. si è rivolta all’avvocato Enrico Zorzi – contro la Banca Nazionale del Lavoro.

Il punto cardine della sentenza del tribunale di Teramo è che esiste l’obbligo degli intermediari finanziari di dare, tempistiva informazione, per iscritto, all’investitore quando «il patrimonio affidato nell’ambito della gestione si sia ridotto per perdite, effettive e potenziali, il misura pari o superiore al 30%»

.Determinanti a questo riguardo sono state le conclusioni dell’ausiliario tecnico Nicola Rossi, che studiando tutti gli investimenti fatti dalla donna dal 1998 ha accertato che aveva chiaramente un profilo di rischio medio-basso. Quindi la banca – secondo quanto scritto nella sentenza – «avrebbe dovuto sconsigliare l’operazione di investimento dell’intero patrimonio in titoli azionari della StMicroelectronics, in quanto l’operazione non adeguata al tipo di investitore». Tanto più che il Ctu Rossi ha accertato che «la quotazione dei titoli in questione era già in forte calo al momento del loro acquisto». Dunque il giudice osserva che «una tempestiva ed appropriata informativa al cliente da parte della banca, nella fase di declino dei titoli di che trattasi avrebbe, senza dubbio, posto in allarme la cliente, consentendole di disinvestire tempestivamente , al fine di evitare il pregiudizio lamentato».

Nella sentenza si rileva «il comportamento gravemente negligente della banca (difesa dall’avvocato Lucio Stenio De Benedictis di Pescara, ndr)convenuta nel suggerire l’acquisto in tre tranches di titoli azionari di una sola società del comparto elettronico, nonché nel non aver poi informato l’investitrice dell’andamento negativo dei titoli, affinchè la stessa potesse decidere di dismetterli, limitando così i danni». La Bnl non ha fatto ricorso in appello alla sentenza e ha risarcito il danno alla cliente.

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