Persecuzione e minacce ai vicini: coppia condannata quattro volte

I due coniugi di 69 e 67 anni hanno subìto due distinti procedimenti penali su denuncia delle vittime In entrambi i casi la pena detentiva inflitta in primo grado è stata convertita in ammenda in appello
TORTORETO. Per le ripetute minacce rivolte ai vicini di casa, due coniugi di Tortoreto (69 anni lui, 67 lei) sono stati condannati anche in appello. In primo grado la coppia aveva ricevuto una condanna a due mesi ciascuno (pena sospesa e non menzione) mentre in secondo grado la pena è stata convertita in 600 euro di ammenda ciascuno. La querelle giudiziaria che vede come parti offese madre, padre e figlia – la quale all’epoca dei fatti era minorenne – era iniziata nel 2013 con una causa per stalking, ovvero per atti persecutori. I vicini di casa, secondo le denunce presentate nel tempo, subivano dalla coppia molesta insulti e minacce anche di morte – a quanto risulta dagli atti senza che ci fosse alcuna fondata motivazione o una causa scatenante – tanto da ingenerare in loro uno stato di paura, minando la serenità e l’equilibrio della famiglia. Durante il 2013 venne registrata un’escalation di aggressioni verbali che nel 2016 portò all’avvio del procedimento giudiziario e alla condanna penale, in primo grado, della coppia, con tanto di risarcimento del danno oltre alle spese legali. Sentenza, anche in questo caso, impugnata, parzialmente riformata e convertita in multa nel 2022.
Nel frattempo era partito il procedimento bis per le minacce. Il giudice monocratico del tribunale di Teramo, nel 2021, ritenendo fondate e provate le accuse mosse dai ricorrenti, aveva condannato la coppia per le minacce gravi rivolte ai vicini, ponendo a suo carico anche le spese legali oltre alla condanna al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale da quantificare in separata sede. La sentenza è stata impugnata dai condannati ma, in appello, il collegio ha confermato la colpevolezza degli imputati decidendo per la conversione della pena di due mesi in ammenda. L’avvocato della famiglia costretta a subire angherie, Serena Gasperini, ha dunque dimostrato due volte la fondatezza delle accuse. Entro la prima decade di agosto, saranno rese note le motivazioni della sentenza di secondo grado che si spera metta fine alla vicenda.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

