Perseguita l’amante del marito: trentenne teramana a processo

5 Giugno 2022

È accusata di aver pedinato la rivale anche sul posto di lavoro e di averla insultata davanti ai colleghi Alla fine della relazione con il coniuge l’avrebbe anche minacciata di rivelare tutto ai suoi genitori

TERAMO. Per mesi, sostiene l’accusa, avrebbe perseguitato la donna che aveva avuto una relazione con il marito arrivando anche a pedinarla e minacciarla.
Una trentenne teramana è finita a processo per stalking dopo l’indagine aperta in seguito alla denuncia presentata dall’altra che l’accusa di averla assillata anche sui social in particolare su Facebook e con vari sms telefonici. Il rinvio a giudizio è avvenuto al termine dell’udienza preliminare che si è svolta davanti al gup Roberto Veneziano.
I fatti si sarebbero verificati tra il 2020 e il 2021 «cagionando alla parte offesa», si legge nel capo d’imputazione, «un perdurante e grave stato di ansia, ingenerando il grave timore di incorrere in situazioni di pericolo ed imbarazzo per la propria persona e comunque la costringeva ad alterare le proprie abitudini di vita alfine di non incontrare l’altra».
Sempre secondo l’accusa, inoltre, in svariate occasioni la donna avrebbe citofonato all’abitazione della vittima, in alcuni casi accompagnando il gesto con insulti e parolacce. Per l’autorità giudiziaria le avrebbe reso la vita impossibile con telefonate, messaggi e insulti pubblicati sui social. In un caso l’avrebbe raggiunta sul posto di lavoro e qui, davanti ai colleghi, le avrebbe urlato di lasciare il marito coprendola di insulti. Atteggiamenti che sarebbero proseguiti per mesi e che, sempre secondo l’accusa, non si sarebbero interrerotti nemmeno quando la relazione sentimentale tra i due è finita. A questo punto, sostiene l’accusa, la donna avrebbe minacciato di riferire tutto ai genitori dell’altra. «Spiattello tutto a tua madre e tuo padre», le avrebbe scritto in un messaggio, «così capiranno che figlia hanno». Insomma avrebbe reso la vita all’altra un inferno. Nonostante la perseguitata abbia cambiato più volte numero di telefono l’altra sarebbe riuscita sempre ad avere il nuovo per continuare a perseguitarla. È finita solo quando, in seguito alla denuncia, per la trentenne è scattato un divieto di avvicinamento all’altra con annesso divieto di utilizzo dei social.
Ora tutte le accuse messe insieme nel fascicolo delle indagini preliminari dovranno essere provate nel corso del processo che inizierà nel mese di settembre davanti al tribunale in composizione monocratica .(d.p.)
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