Perseguitano i tre vicini di casa: moglie e marito sotto processo

28 Dicembre 2021

Indagata una coppia di teramani accusata anche di aver danneggiato la vettura dei dirimpettai Per la Procura, inoltre, in un caso avrebbe impedito alle vittime di uscire dal parcheggio comune

TERAMO. Ascensore bloccati per dispetto, acqua giù dai balconi, volume del televisore altissimo nel cuore della notte, immondizia lasciata per le scale: c’è tutto il repertorio da codice penale nell’ennesimo caso di stalking tra vicini declinato in un fascicolo della Procura. Sotto accusa una coppia di teramani, marito di 62 anni e moglie di 60, che sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver perseguitato la famiglia che occupa la villetta a schiera confinante. Si tratta di padre, madre e figlio di 17 anni che in udienza preliminare si sono costituiti parte civile. La verità giudiziaria, dunque, sarà accertata nel corso di un processo.
Agli atti, per ora, le accuse della Procura. Secondo la ricostruzione degli inquirenti nell’ultimo anno i due avrebbero letteralmente perseguitato i tre occupanti della villa a schiera confinante fino a orientare proprio in direzione di quell’abitazione, e in particolare del salone, le telecamere del proprio sistema di videosorveglianza. Che, sempre per l’accusa, sarebbe stato solo la punta dell’iceberg. I due, infatti, sembra per questioni legati all’utilizzo di un parcheggio, in più occasioni avrebbero reso impossibile, o se non altro molto complicata, la vita dei vicini. In un caso avrebbero parcheggiato la loro vettura proprio a ridosso del cancello di entrata e di uscita dell’abitazione impedendo di fatto agli altri di uscire.
In un’altra occasione avrebbero lasciato degli escrementi sempre davanti all’uscio della villetta confinante e in un’ altra avrebbero danneggiato la vettura della donna rigando una delle portiere. Episodi che le parti offese mettono in capo agli altri e per cui hanno presentato denuncia. Ma, sempre secondo l’accusa, dopo la denuncia il clima si sarebbe ulteriormente arroventato con la coppia di coniugi pronta ad orientare proprio verso la villetta confinante le telecamere del loro sistema di videosorveglianza in una sorta di continua violazione della privacy. La coppia ha sempre respinto ogni accusa e sulla questione telecamere si è difesa sostenendo che la direzione è stata dettata da motivi di sicurezza.(d.p.)
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