Perseguitata dal branco In due vanno a processo

23 Aprile 2017

Chiusa l’inchiesta sugli otto 15enni accusati di tentata violenza su una coetanea Giudizio immediato per i ragazzi destinatari dell’ordinanza di custodia

TERAMO. Appena un mese fa l’incidente probatorio nel corso del quale la vittima ha confermato tutte le accuse nei confronti del branco. E’ bastato per far chiedere ed ottenere alla Procura dei minori dell’Aquila il giudizio immediato per due degli otto ragazzi tra i 15 e 16 anni accusati di aver perseguitata, palpeggiata, minacciata e rapinata una studentessa di 15 anni. Si tratta dei due che – proprio perchè secondo il pm Antonio Altobelli con una imputazione più grave rispetto agli altri (sono accusati di tentata violenza sessuale e rapina) – nei mesi scorsi sono stati destinatari di ordinanze di custodia cautelare di permanenza a casa con la possibilità di andare a scuola, così come previsto per i minori. La posizione degli altri sei è stata stralciata. A luglio la prima udienza del processo per i due ragazzi assistiti dagli avvocati Nicola De Majo, Iole Di Bonifacio e Emilio Bernardi.

Una nuova tappa giudiziaria, dunque, di una vicenda tanto dolorosa quanto emblematica di un fenomeno che le statistiche ormai da tempo danno in preoccupante aumento. La storia risale all’anno scorso e prima di Natale ha avuto il suo epilogo da codice penale. Dopo aver subito le angherie del branco, la giovanissima ha superato paura e vergogna per raccontare tutto a mamma e papà che (assistiti dall'avvocato Antonella Galizia) si sono rivolti ai carabinieri facendo scattare l'indagine della procura dei minori dell'Aquila conclusa con gli otto studenti tutti denunciati anche se con posizioni diversificate proprio per il grado di gravità delle ipotesi contestate dalla Procura.

Tutto è cominciato nei primi giorni dell'anno scolastico, quando i genitori della ragazza si sono presentati dai carabinieri per denunciare quanto raccontato dalla figlia. Perchè la ragazzina ha trovato il coraggio e la forza di confidarsi con loro per dire che la sua vita era diventata un inferno da quando quel gruppo di ragazzi che frequenta il suo stesso istituto non la lasciava più in pace. L'aspettavano fuori scuola, le avevano portato via soldi e cellulare, ma soprattutto in più occasioni l'avevano toccata in varie parti del corpo, l'avevano spintonata, l'avevano minacciata per non farla parlare. Il racconto della ragazza, che dopo la denuncia ha ripetuto le sue accuse ai carabinieri, ha fatto scattare le indagini dei militari della compagnia di Teramo agli ordini del maggiore Riziero Asci che hanno raccolto svariate testimonianze. Poi l’inchiesta della Procura e un mese fa l’incidente probatorio davanti al giudice Cecilia Angrisano per dare voce ad un incubo.

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