Persi i 10 milioni della funivia rifiutata

14 Maggio 2017

Il presidente Di Sabatino: «La Regione non destina esplicitamente quei fondi al Teramano, la colpa è del Comune»

TERANO. Teramo perde 10 milioni di euro, o almeno una gran parte. I fondi destinati alla funivia che avrebbe dovuto collegare la città all'Università, andranno altrove. Lo annuncia la Provincia: «dopo il no ufficiale al progetto del Comune di Teramo, la Regione, con una delibera del 9 maggio, ha rimodulato i fondi del Masterplan redistribuendoli su varie voci di spesa sempre riguardanti l'asse "mobilità e trasporti"».
In particolare sono stati suddivisi in voci generiche che non lasciano intendere interventi certi nel Teramano: 3 milioni sono destinati al “completamento copertura finanziaria per infrastrutture dedicate alla trasportistica innovativa al servizio delle aree urbane della regione”, 2,5 milioni alla “delocalizzazione di infrastrutture energetiche veicolo di detrazione ambientale, funzionale al recupero della vivibilità ambientale nella realtà urbana”, 400mila euro al “recupero di infrastrutture culturali al servizio della collocazione turistica di particolare pregio ambientale”, 1,6 milioni al “completamento di infrastrutture viarie in sistemi produttivi attivi da più di 20 anni”, 2,5 milioni al “completamento di investimenti che aumentano la capacità di collocazione turistica ambientale e culturale dei territori di pregio della regione Abruzzo”.
«Una vicenda gestita molto male dall'amministrazione comunale di Teramo», commenta il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «che da subito ha assunto una posizione pregiudiziale senza avviare un tavolo di trattativa con proposte alternative possibili; che ha rifiutato il dialogo con l'università impedendo al rettore di illustrare progetto e motivazioni in consiglio comunale; che ha preferito giocare di demagogia chiedendo che i finanziamenti venissero utilizzati per le scuole ben sapendo che i fondi destinati ad un asse, in questo caso alla mobilità e alla trasportistica non possono essere spostati su un'altra voce. Tanto peggio tanto meglio, piuttosto che ragionare, progettare e programmare e ora la città, i teramani, hanno dieci milioni di meno. Una vicenda paradossale considerato che questi, probabilmente, saranno gli ultimi fondi strutturali europei diretti di cui potremo beneficiare».
Di Sabatino ha già chiesto al governatore Luciano D’Alfonso di ridistribuire i fondi nel Teramano. Adesso, secondo il presidente, bisogna aprire subito una partita con la Regione per la destinazione dei fondi rimodulati. «I fondi per progetti di mobilità in aree di pregio turistico chiederò che vengano destinati alle stazioni di Prato Selva e Prati di Tivo: ci sono degli impianti che stanno vivendo criticità per gestione e manutenzione. Altri fondi potrebbero poi essere destinati ai porti di Giulianova e Roseto, oltre che alla viabilità». (a.f.)
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