Pesca nell’area protetta ora si cerca un accordo

PINETO. Mentre l’area marina protetta “Torre di Cerrano” è in procinto di ottenere la certificazione europea per il turismo sostenibile, i vongolari tornano all’attacco minacciando uno sciopero ad...
PINETO. Mentre l’area marina protetta “Torre di Cerrano” è in procinto di ottenere la certificazione europea per il turismo sostenibile, i vongolari tornano all’attacco minacciando uno sciopero ad oltranza.
L’obiettivo è vedersi riconosciuto il permesso di effettuare nel parco una pesca con mezzi non meccanici. Il presidente dell’area marina Benigno D’Orazio afferma: «Non possiamo dare false illusioni ai vongolari. La pesca artigianale non può essere fatta con le stesse imbarcazioni che montano le turbosoffianti. Il problema riguarda gli strumenti di pesca utilizzati: c’è da rispettare il quadro normativo delle aree protette e noi ci possiamo muovere solo nell’ambito di quelle regole». D’Orazio tuttavia aggiunge: «Al riguardo abbiamo comunque predisposto un lavoro d’istruttoria e nei prossimi giorni faremo una proposta che sarà, si spera, condivisa dall’assemblea dei soci del parco di cui fanno parte Silvi, Pineto e la Provincia di Teramo».
Intanto ieri si è svolto a Pescara il primo tavolo di confronto tra l’assessore regionale alla pesca Dino Pepe ed il Cogevo-Federpesca Abruzzo. L’obiettivo è stato proprio quello di discutere e cercare di risolvere il problema del divieto di pesca nella riserva del Cerrano. Walter Squeo, rappresentante del Cogevo (il consorzio dei vongolari), afferma in una nota: «Il parco marino sta causando continui fermi alla nostra categoria, un notevole danno al settore pesca delle vongole che causa zero reddito alle nostre famiglie. Nel mese di novembre c’è il fermo volontario e noi vogliamo sfruttare questo periodo per cercare di sensibilizzare gli organi competenti e il governatore Luciano D’Alfonso proponendo di prelevare quelle vongole che, anche se presenti in un area protetta, nascono, crescono e muoiono ciclicamente». I punti all’esame di Pepe e del presidente della Federpesca Giovanni Di Mattia sono quelli di ottenere un pacchetto di proposte condivise anche dalla Regione e dall’area protetta.
Di Mattia scrive: «Le proposte da noi avanzate sono quelle di permetterci di fare pesca tradizionale nel parco con attrezzi antichi e non impattanti, prelevare le vongole nei mesi invernali con attrezzi compatibili all’ ambiente o ottenere un’indennità compensativa del diritto riconosciuto dalla legge per il danno. Chiediamo al presidente D’Orazio più interesse per chi lavora in mare. Se non si troveranno soluzioni, tutte le imbarcazioni manifesteranno davanti alla torre alla vigilia di Natale».
Domenico Forcella
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