Pesca tragica, disperso un giovane sub

27 Ottobre 2016

Stava facendo una battuta con un amico vicino alla piattaforma Squalo, per trovarlo anche uno speciale robot

GIULIANOVA. Un attimo e Matteo è sparito, inghiottito da quel mare tanto amato. Poi le urla dell’amico, i soccorsi frenetici, una giornata trascorsa nel disperato tentativo di trovare il corpo di Matteo Cavarocchi, 28 anni, farmacista pescarese con la passione per la pesca subacquea che da ieri è disperso in quello specchio di mare antistante la piattaforma “Squalo” di Giulianova, a circa dieci miglia dalla costa. Un posto molto frequentato da chi è appassionato di pesca subacquea. E ieri mattina Matteo e il suo amico sono partiti da Pescara con una imbarcazione per raggiungere quello specchio di mare in cui erano già stati. Una battuta di pesca che si è trasformata in tragedia. Perchè, secondo una prima ricostruzione fatta dalla guardia costiera, quando hanno preso un grosso pesce qualcosa si è impigliato in un pilastro. I due, per un po’ di tempo, si sarebbero alternati nella discesa in apnea fino a quando è stata la volta di Matteo. Pochi attimi e non è più risalito.

L’allarme lanciato dall’amico è scattato immediatamente e in poco tempo sul posto è intervenuto l’elicottero dei vigili del fuoco e quella della polizia, le motovedette della guardia costiera di Pescara, Ortona e Giulianova. Più volte i sommozzatori dei vigili del fuoco di Roseto e quelli della guardia costiera si sono immersi in una zona che arriva a più di settanta metri di profondità. E proprio per questo le ricerche si sono svolte anche con un robot di profondità arrivato con il nucleo sommozzatori di San Benedetto del Tronto. Le ricerche sono state sospese nel tardo pomeriggio e riprenderanno oggi. Tra le ipotesi, la più probabile sembra essere quella di una sincope anossica e che, a causa della zavorra della muta, il giovane sia stato trascinato sul fondale. Il collega del 28enne, che ha dato l'allarme non vedendolo riemergere, è stato ascoltato dagli ufficiali della capitaneria di porto di Pescara.

Giuseppe Di Filippo, giuliese, istruttore subacqueo da 23 anni, non ha dubbi sui rischi connessi alle immersioni. «Da istruttore», dice, «concludo il ciclo delle lezioni con l’uso delle bombole, ma prima affronto la pratica dello snorkeling ed apnea. Poi il presidente pone l’accento sulla iper-ventilazione da evitare. «Pochi sanno», dice, « «che l’impulso che comanda la respirazione è dato dalla quantità di anidride carbonica presente nel corpo e non dalla mancanza di ossigeno. Con una forte iperventilazione in superficie si rischia di saturare il circuito con azzeramento dello scambio gassoso». La scomparsa di Cavarocchi ricorda quella di Pierluigi Del Grosso, il giuliese di 30 anni che nel 2002 perse la vita sempre durante una battuta di pesca a pochi metri dal luogo in cui si è consumata la tragedia di ieri.(d.p. e al.al.)

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