Pescatori, l’incubo è il costo del gasolio: «Non è sostenibile»

26 Settembre 2023

L’armatore Massi: «Rischiamo di non guadagnare nulla se il prezzo del pesce in sede di asta rimarrà basso»

GIULIANOVA. Stop al fermo biologico: nella notte fra domenica e ieri i marittimi giuliesi dello strascico sono tornati in mare, dopo 43 giorni di interruzione dalle attività di pesca. Il periodo di fermo, voluto dall’Unione europea per salvaguardare il patrimonio ittico, era iniziato lo scorso 19 agosto. Fra i pescatori aleggia uno stato d’animo non particolarmente positivo a causa dei recenti rincari del prezzo del gasolio, tornato a costi proibitivi.
A farsi portavoce dei marittimi dello scalo giuliese è l’armatore Giovanni Massi del motopeschereccio “Il faro”, che si dice preoccupato per il futuro della marineria. «Con il rientro in mare, tornano anche i soliti problemi che abbiamo dovuto fronteggiare in precedenza», riferisce Massi, «le incognite restano le stesse: il prezzo del gasolio in primis e l’insabbiamento al porto con gli scavi ancora non eseguiti. Ci siamo fermati ad agosto con la nafta che stava a 80 centesimi per litro e adesso ripartiamo che è a 95», sottolinea l’armatore, «e si vocifera addirittura che arriverà presto a toccare la cifra di un euro e 10 centesimi». Si prefigura quindi uno scenario economicamente poco incoraggiante per i marittimi, e non si esclude, in futuro, una nuova ondata di scioperi se la situazione non dovesse migliorare; a ciò si aggiungono le limitazioni legate alla giornata di fermo da riconsegnare durante la settimana. «A dicembre, in prossimità del Natale», precisa l’armatore giuliese, «potremo riprendere ad andare a mare quattro giorni a settimana. Si riparte con condizioni meteomarine non proprio favorevoli», tiene a evidenziare Massi, «e i prezzi del pescato saranno determinanti per noi: se c’è un bilanciamento a pari passo fra il costo elevato della nafta e quello del pesce riusciamo a svoltare la giornata, altrimenti, se il costo del gasolio cresce e si abbassa quello del prodotto ittico in sede di asta, non ci saranno i presupposti per continuare a lavorare in questa maniera. È una questione di equilibrio», conclude l’armatore, «dal quale dipende il nostro futuro. Per ora non si parla di sciopero ma va da sé che nel conteggio di un’attività se non c’è guadagno ci si ferma. Il gasolio a un euro è improponibile, mi auguro si faccia qualcosa per evitarlo».
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