Pettinari: «In ospedale mancano operatori»

Visita ispettiva al San Liberatore del consigliere regionale 5 Stelle: «Tutti i reparti sono in difficoltà»
ATRI . Carenza di personale in ogni reparto, medici con duecento giorni di riposo non fruiti e un ospedale che funziona grazie solo all’abnegazione dei pochi operatori in servizio. È la fotografia scattata, dopo una visita ispettiva, dal vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari che venerdì è arrivato al San Liberatore di Atri per constatare in prima persona la situazione dei servizi e della strumentazione e raccogliere le istanze del personale.
«L’ospedale soffre di una gravissima carenza di medici, anestesisti, infermieri e Oss», fa sapere Pettinari, «tutti i reparti visitati lamentano in media una mancanza di personale sanitario dalle tre alle quattro unità e alcuni servizi sono stati addirittura chiusi per l’assenza di operatori sanitari. Particolarmente critiche sono le situazioni di ortopedia e chirurgia, accorpate a causa dei trasferimenti del personale nelle strutture Covid, che dividono la forza lavoro di un solo reparto per due unità operative».
Il consigliere sottolinea che «non va meglio nel pronto soccorso che deve gestire ogni turno con due soli dottori, quando ne servirebbero almeno il doppio. Addirittura Pediatria è stata chiusa e lasciata attiva solo come ambulatorio nelle ore diurne, così come è stata chiusa l’Utic di cardiologia, attualmente attiva solo in servizio ambulatoriale con soli due medici. Questa, per riaprire il servizio al 100%, dovrebbe riassumere l’intero comparto infermieristico per il reparto». Durante l’ispezione non stati stato tralasciati neanche i reparti di Oculistica e Urologia. Una criticità emersa anche la carenza di anestesisti che determina un rallentamento di interventi chirurgici. Si è evidenziato che sono presenti solo sei anestesisti per tutto il blocco operatorio, mentre servirebbero almeno 10 unità per garantire un numero adeguato di prestazioni. «Le insufficienze costringono tutto il personale sanitario a turni massacranti, alcuni medici hanno accumulato quasi 200 giorni di riposo non goduti», evidenzia il vice presidente del consiglio regionale, «ma c’è anche un’eccellenza : il reparto di Endocrinologia, unica struttura in Abruzzo ad aver praticato l’ablazione laser nei noduli tiroidei ma, non si trovano i tecnici».
Tra i presenti alla visita istituzionale Mario Marchese presidente del comitato “Salviamo l’ospedale di Atri”, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia e la deputata Valentina Corneli che ha detto: «Vedere piccoli gioielli come l’ospedale di Atri che, nonostante il lavoro e l’abnegazione del personale sanitario, fatica a offrire servizi di valore all’utenza fa tanta rabbia. Renderò partecipe anche il ministero competente della grave carenza di personale». (d.f.)

