Piano della mobilità, la Regione concede una proroga di tre mesi

22 Novembre 2023

Accolta la richiesta del Comune: per presentare la versione definitiva c’è tempo fino al 31 marzo Intanto i consiglieri di minoranza formalizzano la richiesta di annullamento del provvedimento

TERAMO. Mentre l'opposizione formalizza la richiesta di annullamento della delibera di adozione del Pums (piano urbano mobilità sostenibile), l'amministrazione ottiene dalla Regione tre mesi di proroga per la presentazione del piano definitivo. A Teramo la riorganizzazione della mobilità resta centrale nel dibattito cittadino e politico e ieri, in rapida successione, sono arrivate le ultime novità. La prima riguarda i consiglieri comunali di minoranza che, compatti, hanno sottoscritto una richiesta di annullamento del Pums inviandola al sindaco Gianguido D'Alberto, all'assessore Antonio Filipponi e al prefetto di Teramo Fabrizio Stelo.
Già nei giorni scorsi Carlo Antonetti, consigliere di Forza Italia, aveva fortemente sostenuto questa posizione chiedendo che si azzerasse l'iter che ha portato all'attuale piano per eventualmente ripartire da capo con un percorso condiviso. Una posizione radicale, che chiude ad ogni possibilità di modifica del Pums, sposata ora da tutta la minoranza. Nell'atto dei consiglieri si spiega che l'adozione del Pums è avvenuta con «un procedimento amministrativo non obbligatorio ma solo “consigliato” dalla norma»; che il piano non è obbligatorio per Teramo (avendo meno di 100mila abitanti) né prioritario «a fronte di un ormai “defunto” centro storico, degli urgenti temi e delle note e gravissime problematiche attuali che affliggono quotidianamente i cittadini». Per l'opposizione inoltre rappresenta una criticità il fatto che la redazione del piano sia stata affidata alla Easy Help, società che gestisce i parcheggi, avendo questa «un grande interesse privato ed economico a determinare le scelte urbanistiche del comune di Teramo e del centro storico». Aspetti che, sommati alle preoccupazioni dei cittadini sulle ripercussioni che il piano potrebbe avere sull'economia locale, ha spinto l'opposizione a chiedere un definitivo stop. Ma su questo punto l'amministrazione è ferma: nessuna marcia indietro. Nei giorni scorsi l'assessore Filipponi aveva già chiarito al Centro che non ci sarà nessun azzeramento del piano, ribadendo invece l'apertura massima a modifiche condivise con associazioni e cittadini.
A rafforzare questa linea è arrivata la richiesta del Comune alla Regione, che l'ha accolta, di prorogare di tre mesi il deposito del Pums. Un via libera, reso noto ieri da Filipponi, che permetterà di lavorare con più serenità alle modifiche che si vogliono apportare anche tramite il tavolo costituito con Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato. L'iniziale scadenza del 31 dicembre slitta così al 31 marzo 2024. Saranno settimane intense di confronto con associazioni e cittadini «per approvare il miglior piano possibile per la nostra città», ha detto l'assessore.
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