Piano della riserva, chieste nuove norme

21 Agosto 2021

Borsacchio, alla Regione le osservazioni della Stazione ornitologica abruzzese e di Fratelli d’Italia

ROSETO. Continua la presentazione delle osservazioni al Piano di assetto naturalistico, il Pan, della riserva naturale del Borsacchio. Dopo quelle fatte dalle Guide del Borsacchio, ieri anche Fratelli d'Italia e la Stazione ornitologica abruzzese hanno presentato alla regione le loro osservazioni alla proposta di Piano di assetto naturalistico.
Per Fratelli d’Italia l'indirizzo giusto è quello verso la sostenibilità turistica, la tutela della natura e del paesaggio. «Dopo diversi incontri con cittadini e aziende che insistono nella riserva», dice il neo coordinatore locale del partito Umberto Valentini, «abbiamo lavorato insieme ad Attilio Dezi e alla classe dirigente di FDI ad alcune osservazioni utili, dal nostro punto di vista per dare futuro a un’ampia area del nostro Comune. Ad esempio incentivando il cambio di destinazione d'uso dei casali storici a ricettività, prevedendo delle aree a parcheggio a basso impatto ambientale nelle prossimità degli accessi al mare, migliorando l’impatto ambientale dei siti attualmente interessati dalla presenza di antenne per telecomunicazioni, regolamentando la responsabilità civile sui sentieri su terreni privati attraverso una convenzione e polizza assicurativa. O dando la possibilità di realizzare piscine a uso pubblico mediante sistema di filtraggio e sanificazione tradizionale come previsto dalla normativa sanitaria vigente, dando la possibilità di inserire apparecchiature tecniche sulle pareti non visibili dalle aree pubbliche, oltre ad altre osservazioni su questioni sia tecniche sia più generali».
La Stazione ornitologica abruzzese, contraria da sempre alla cementificazione all'interno dell'area protetta, ha chiesto il rigetto del Pan adottato in consiglio comunale lo scorso 4 maggio, chiedendone «una rimodulazione completa che preveda l'introduzione di norme a tutela delle specie della riserva, di norme dei cambiamenti climatici, ma anche l'introduzione della zona A prevista dalla legge regionale del 2005 in quel tratto costiero, che consentirebbe solo interventi di natura scientifica e di ripristino geologico».
«La cosa che stupisce», si legge in una nota della Stazione, «è che il piano di assetto di una riserva è stato tutto incentrato sui profili urbanistico-edilizi, con lacune incredibili. Non dice quasi nulla sulle modalità di gestione e cura dell'area. Grave aver previsto ben due parcheggi nelle aree centrali della riserva». (e.c.)
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