Piano di emergenza «Aree di raccolta in zone pericolose»

12 Novembre 2018

Giulianova, il presidente degli architetti accusa: il Comune manda la gente in parchi privati o a rischio esondazione

GIULIANOVA. Il piano comunale di emergenza di Giulianova è da ritenere non solo inadeguato, ma addirittura sconosciuto ai cittadini e con numerose evidenti criticità. Come a dire: in caso di calamità naturale – dalle alluvioni ai terremoti – i cittadini non sanno dove andare, ma anche se lo sapessero, i luoghi prescelti sono indeguati.
La segnalazione giunge da Raffaele Di Marcello, presidente dell’ordine degli architetti che afferma: «Visionando le cartografie del piano si evidenzia che uno dei punti di accoglienza (il campo Castrum) e un'area di attesa (parco Annunziata) sono ubicati in zona a rischio esondazione, mentre altri siti sono prossimi ad aree a rischio geologico, e alcune (campo sportivo istituto Gualandi, parco Chico Mendes), non sono di proprietà comunale e, quindi, risultano potenzialmente non utilizzabili». Era l’ottobre del 2012 quando il sindaco Francesco Mastromauro annunciava l’adozione del piano comunale di emergenza. Per anni il piano è rimasto chiuso in un cassetto e solo nell'ottobre 2015 l'assessore Fabio Ruffini rassicurava su una sua pubblicizzazione immediata. Pubblicazione avvenuta sul sito web del Comune solo un anno dopo, il 24 ottobre 2016.
Nel piano sono state previste 14 aree di attesa, luoghi nei quali deve essere garantita la massima assistenza alla popolazione immediatamente dopo l’evento calamitoso o dopo la segnalazione della fase di preallarme, determinate nelle seguenti zone: campo delle Fiere, piazza Bellini, piazza Buozzi, ruetta Scarafoni (dietro ospedale ovest), piazza nella parte posteriore della scuola di Colleranesco, piazza della Trinità–chiesa a Case di Trento, parco Annunziata (viale dei Cedri), piazza Roma, piazza Dalla Chiesa, piazza Dalmazia, piazza Fosse Ardeatine, parco Vuillermin-parco degli Eucalipti, piazza di Villa Pozzoni e parcheggio di via Ripoli. A queste si aggiungono 5 aree in grado di accogliere e assistere la popolazione allontanata dalle proprie abitazioni, ubicate rispettivamente nella pista di atletica di zona Orti, nel campo sportivo Castrum, nel campo sportivo dell’istituto Gualandi, nel parco Chico Mendez e nel parcheggio di via Ippodromo. Lo stadio Fadini è stato invece distinto quale area di ammassamento, deputata a raccogliere uomini e mezzi necessari alle operazioni di soccorso alla popolazione. Cuore pulsante del sistema di intervento è il Coc (centro operativo comunale) ubnella sede della polizia municipale, adiacente allo stadio stesso. A due anni dalla pubblicazione sul sito web del Comune, quanti cittadini conoscono tale piano? Quali altre attività di informazione, e magari di formazione della cittadinanza, sono state espletate per rendere operativo il piano? Nessuna azione. Nessun cartello che individui le aree di attesa, accoglienza e ammassamento è stato posizionato, né indicazioni operative sono state date ai cittadini in caso di emergenza. Un piano non conosciuto dalla maggior parte della popolazione e ormai da rivedere, anche nella localizzazione delle aree per l'emergenza, visto che alcune sono ubicate proprio nei luoghi che potrebbero essere più interessati da calamità naturali.
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