Piano per lo stadio, nuove critiche alla giunta
Italia Viva: «Colpa anche di Cavallari e Di Dalmazio». Area Blu: «Hanno scontentato tutti»
TERAMO. Non si placano le polemiche attorno alla revisione del piano economico finanziario dello stadio Bonolis presentato dall'imprenditore Franco Iachini e in discussione in consiglio comunale. Il clima sul “caso Pef” si fa sempre più caldo in città dove accanto agli aperti malumori della tifoseria, palesati con diversi striscioni spuntati nelle ultime ore a Teramo, si collocano critiche di stampo politico che ricalcano in parte quelle avanzate in assise.
A tornare sulla questione, parlando di «brutte figure che sta collezionando l'amministrazione», è il consigliere comunale di Italia Viva Osvaldo Di Teodoro che attribuisce tutte le responsabilità al sindaco Gianguido D'Alberto, al suo vice Giovanni Cavallari e al consigliere Mauro Di Dalmazio. Una specie di triumvirato secondo il renziano, che critica tempi e modi con i quali la questione è stata e continua ad essere affrontata. «Il sindaco ha accompagnato e supervisionato la procedura di cessione da Cantagalli a Soleia già dal 2019 e dallo scorso dicembre aveva chiaro il piano economico-finanziario di variazione della convenzione del 2006. Perché allora ci si è ridotti a protocollare i documenti definitivi soltanto il 7 giugno?» chiede Di Teodoro, che rincara la dose: «La responsabilità è dei tre sindaci: il sindaco formale, D’Alberto, che con colpevole leggerezza non ha mai sottoposto al confronto la proposta di revisione avanzata dalla società concessionaria, ma anche gli altri due sindaci “tutor”, Cavallari e Di Dalmazio, i quali hanno sottovalutato sia la bomba sociale che sarebbe potuta esplodere quando si parla di una materia incandescente come la passione sportiva, sia la totale assenza di una trattativa volta a pretendere un riequilibrio possibile fra gli interessi privati e quelli pubblici». Di Teodoro avanza proposte e fa domande: «Perché non si è inserita come contropartita la ristrutturazione del vecchio stadio comunale? Perché non si è pretesa una garanzia sul futuro del Teramo calcio? Perché non si è effettuata una valutazione politica pubblica sulle congrue contropartite che il Comune avrebbe dovuto esigere? Perché non si è inserito il progetto di nuovo Pef in un ambito di sviluppo globale del tessuto economico, commerciale e sociale?».
Anche il movimento Area Blu interviene sul tema, parlando di una giunta che «sorretta da una maggioranza rabberciata è riuscita in un’impresa impossibile: scontentare tutti gli attori di questa vicenda». (v.m.)

