Piano sociale da 12 milioni: tutto il consiglio dice sì

Si astiene solo Corona, che contesta il centro servizi nell’ex scuola di Villa Pavone Passa anche la variazione di bilancio, salta il collegio che valuterà i referendum
TERAMO. Piano sociale e variazione di bilancio: sono stati i temi principali affrontati nel consiglio comunale di ieri e approvati dopo il confronto in aula fra maggioranza e opposizione. Il primo punto, esposto dall'assessora al sociale Ilaria De Sanctis, include molteplici interventi rivolti alle fasce più fragili e alle famiglie in difficoltà. Le nuove povertà, l'assistenza domiciliare, la denatalità, il lavoro: sono le assi sulle quali il Comune, con associazioni ed enti, a partire dalla Asl, ha elaborato il piano triennale che ha una stima economica di 12 milioni di euro. Un pacchetto di azioni che include progetti quali l’housing first a Colleatterrato (sistemazione in appartamenti di persone senza dimora, con problemi di salute mentale o in situazione di disagio socio-abitativo), la stazione di posta nella ex scuola di Villa Pavone (centro di servizi sociali, con dormitorio, mensa e supporto per chi vive situazioni difficili), e la nascita di un centro diurno comunale, ma che vede anche il rafforzamento di progetti sperimentali di successo come il trasporto di persone disabili verso i centri diurni. Dopo la discussione, il piano è stato votato favorevolmente da tutta l'assise. Con una eccezione: Luca Corona. Il consigliere di Oltre si è astenuto in segno di protesta verso la stazione di posta a Villa Pavone, ritenendo che la struttura vada destinata al comitato di quartiere anziché a centro per servizi sociali. Una protesta che lo sta portando anche a promuovere una raccolta di firme contro il progetto.
Contrasti più rilevanti si sono registrati per la variazione di bilancio. L’assessora Stefania Di Padova ha ricordato come l'avanzo libero di tre milioni non sia intaccato dalla variazione, frutto di rideterminazioni e spostamenti di fondi legati a opere pubbliche, miglioramento della digitalizzazione, spese di luce e gas. Queste ultime «dal 2019 sono aumentate del 55%», ha detto Di Padova, che ha riferito di 513mila euro in variazione per l'elettricità e di 250mila per il riscaldamento. Inseriti due milioni (fondi Pnrr) per l'ampliamento dell'asilo del parco fluviale e per il polo scolastico di Villa Vomano; 260mila per l'assistenza scolastica nelle scuole superiori; 1,3 per gli impianti sportivi di via Leonardo a San Nicolò e un milione per la piscina comunale (Pnrr); 95mila euro per la manutenzione di piazza Sant'Anna per i danni dei vandali. L'opposizione ha criticato la variazione contestandone «l'abuso che ne fate sistematicamente», ha detto Giovanni Luzii; e Mario Cozzi ha sottolineato anche la presenza di fondi destinati a San Nicolò dove «già avete investito tanto: a tutto c'è un limite», ha detto rivolgendosi al sindaco. Con 19 sì, 3 no e 3 astenuti, la variazione è passata. L'assise ha inoltre votato anche per la composizione del collegio di esperti per la valutazione dei requisiti referendari (tema caldo vista la volontà di esperire un referendum sul nuovo ospedale): non si è trovata la quadra e si potrebbe tornare al voto nella prossima seduta.
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