Piano straordinario per le scuole Brucchi incalza Errani e Curcio

28 Luglio 2017

Il sindaco a Roma per strappare fondi al commissario per la ricostruzione e alla Protezione civile Futuro incerto tra edifici inagibili e rischio chiusura per quelli con basso indice di vulnerabilità sismica

TERAMO. Per la messa in sicurezza delle scuole sono indispensabili finanziamenti straordinari da parte dello Stato. Alla vigilia della pubblicazione dei sospirati indici di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici ancora sprovvisti di questo dato il sindaco Maurizio Brucchi ieri è tornato a Roma per «battere i pugni» sul tavolo del governo.
Lo ha fatto negli incontri con il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani e con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. A entrambi il primo cittadino, come avvenuto nei mesi scorsi, in piena emergenza scatenata dalle ripetute scosse sismiche che si sono ripetute da fine agosto dell’anno scorso a metà gennaio, ha ribadito la necessità di interventi che non siano limitati alla gestione ordinaria. Il conto dei danni gravi annovera già sei scuole inagibili di cui solo tre saranno recuperate in tempi medio lunghi. Quella messa meglio è la Risorgimento che, grazie alla riclassificazione delle lesioni provocate dai terremoti e soprattutto tramite gli interventi di consolidamento avviati nei mesi scorsi, a settembre dovrebbe riaprire i battenti e tornare ad accogliere gli alunni trasferiti d’urgenza nei locali vuoti dell’ex Parco della scienza alla Gammarana. Lavori di messa in sicurezza sono in cantiere anche per la scuola materna di Villa Ripa tramite un finanziamento di 180mila euro messo a disposizione dall’ufficio speciale per la ricostruzione. Il progetto più consistente, anche se solo in parte risolutivo, è mirato sulla creazione di un nuovo polo scolastico alla San Giuseppe. A disposizione ci sono quattro milioni di euro già promessi dal governo, più una parte dei fondi ottenuti tramite il cosiddetto “bando per le periferie” da destinare all’adeguamento sismico del complesso chiuso dopo le scosse di fine ottobre, che ospiterà di nuovo gli alunni delle elementari, e la costruzione di una struttura su tre livelli destinata a prendere il posto della tribuna del vecchio stadio, dove sarà allestita una media. Per il resto è tutto da decidere.
La situazione già complessa delle scuole cittadine quasi certamente subirà un aggravamento, aggiungendo incertezze e riaccendendo le tensione emerse durante lo sciame sismico, con l’ufficializzazione degli indici di vulnerabilità dei 19 edifici di cui il Comune non conosceva fino a qualche giorno fa il grado di resistenza a eventuali altre forti scosse. C’è bisogno di soluzioni che compensino l’inutilizzabilità di altre strutture oltre a quelle già inagibili e per questo ieri Brucchi è tornato a farsi sentire con Errani e Curcio. Sul tavolo ha messo un paio di ipotesi per le quali attende risposte. Il sindaco non le anticipa, anche per evitare contraccolpi mediatici, ma vorrebbe renderle pubbliche domani quando presenterà i dati sulle vulnerabilità.
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