Piattaforma Eleonora, l’Eni deve pagare 150mila euro l’anno

Tortoreto, la commissione tributaria provinciale dà ragione al Comune che aveva chiesto al colosso gli arretrati di Imu e Tasi per il 2016. Marconi: «E ora partono gli accertamenti per il 2017»
TORTORETO. Il Comune di Tortoreto vince la sfida decisiva con l’Eni: il colosso dovrà versare ogni anno nelle casse dell’ente quasi 150mila euro per l’Imu della piattaforma off-shore Eleonora. Questo per effetto della sentenza dei giorni scorsi della commissione tributaria provinciale, che ha respinto il ricorso del colosso degli idrocarburi contro gli accertamenti Imu e Tasi per l’annualità 2016 inviati dal Comune di Tortoreto nei mesi scorsi.
La commissione ha sancito che la piattaforma marina è soggetta a tutti gli effetti al tributo sugli immobili, come gli altri edifici del territorio comunale. La sentenza rappresenta una novità assoluta: finora, infatti, l’ente era riuscito ad obbligare l’Eni a versare solo i tributi arretrati fino al 2015, ottenendo nel 2018 un pagamento una tantum di oltre 600mila euro. Quella, però, era una battaglia dall’esito quasi scontato in quanto sostenuta da sentenze favorevoli già ottenute da altre municipalità italiane.
Con la nuova sentenza dei giorni scorsi, invece, il Comune di Tortoreto potrebbe esso stesso “fare giurisprudenza”: pochi municipi, infatti, hanno chiesto i tributi riferiti alle annualità dal 2016 in poi all’Eni per le piattaforme del gas in mare e chi lo ha fatto ha dovuto poi accontentarsi di una somma forfait da parte del colosso, questo a causa di una novità normativa introdotta a livello nazionale nel 2015 che ha reso più incerto l’esito di eventuali scontri legali tra Comuni e società titolari delle piattaforme marine. La commissione teramana, invece, ha dato ragione a Tortoreto e imposto all’Eni di pagare l’Imu e la Tasi per il 2016 sulla base dell’aliquota comunale, così come qualsiasi altro fabbricato cittadino iscritto nel catasto, pur togliendo gli interessi e le more applicate, e indicando in 144mila euro la somma dovuta dalla multinazionale. «Si è trattato di una sfida più difficile di quella vinta l’anno scorso e dal risultato più importante, perché ci consentirà di richiedere ogni anno il dovuto per l’Imu della piattaforma. La quota del 2016 è già stata iscritta nel bilancio 2019 che stiamo redigendo, e sarà dedicata soprattutto a coprire spese per il decoro cittadino, ma presto partiranno anche gli accertamenti per il 2017», ha commentato il vicesindaco con delega al bilancio Francesco Marconi, che poi ha aggiunto, facendo riferimento alle polemiche degli ultimi mesi che hanno coinvolto gli uffici comunali: «Chi lavora può sbagliare: questa volta bisogna dare merito ai funzionari del municipio per il grande risultato ottenuto grazie ad un’attività immensa. La vittoria è stata raggiunta anche grazie alla ditta System Innova che ci aiuta sui tributi e all’avvocato Donatella Di Cesare che ci ha rappresentati dal punto di vista legale».
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