Piazza Martiri è troppo piccola per il concerto di Ermal Meta

2 Gennaio 2019

Oltre cinquemila spettatori e almeno tremila persone restano dietro i varchi per ragioni di sicurezza Il sindaco: «Mi dispiace, ma è inevitabile. Abbiamo grandi potenzialità, faremo altri eventi così»

TERAMO. È stato un successo annunciato, non per questo meno gradito. Ermal Meta nel panorama musicale attuale è un nome di punta e il suo concerto, ieri pomeriggio, ha richiamato – da diverse regioni – un pubblico tale da far diventare troppo piccola piazza Martiri della Libertà. Davanti al palco si sono assiepate oltre cinquemila persone (gli organi di sicurezza sono stati tolleranti, permettendo per ridurre la calca ai varchi che si superasse la capienza massima fissata a 4.900 spettatori), mentre tanta altra gente – un calcolo approssimativo parla di tremila persone – è rimasta ai margini della piazza, bloccata dietro i quattro varchi d’accesso. I mugugni non sono mancati, ma tant’è: quel grande spazio vuoto lasciato in piazza è un obbligo inderogabile, non un capriccio di qualcuno.
Alla fine, il Capodanno teramano si chiude con numeri difficili da ricordare: erano in quattromila per Cristina D’Avena e i Gem Boy domenica sera, in duemilacinquecento per la taranta salentina nella notte di San Silvestro. Calcolando almeno ottomila persone tra “fortunati” e “relegati” di ieri, si arriva alla soglia delle 15mila presenze. Il tutto senza alcun incidente di rilievo. Il sindaco Gianguido D’Alberto, dopo aver esaltato «la bellezza» della piazza, della città e della sua «gente straordinaria» in un appassionato discorso di auguri tenuto dal palco a ridosso della mezzanotte, ieri sera ha fatto con il Centro un primo bilancio a caldo del Capodanno e in generale del programma natalizio. Con grande soddisfazione, ma senza tacere le criticità. A cominciare dalla tanta gente che non ha potuto gustare appieno il concerto di Ermal Meta. «Piazza Martiri è questa», ha detto, «e la capienza dipende da normative e calcoli fatti a seguito di fatti gravi che sono avvenuti in passato. Certo, mi dispiace molto per chi è rimasto fuori, anche se sottolineo che c’è stata grandissima tolleranza di chi era addetto all’ordine pubblico: e alla fine in piazza sono circolate circa seimila persone. Sulla collocazione di eventuali, futuri concerti in piazza dovremo fare un ragionamento. Ma sottolineo che quello è il cuore della città e lì, intorno all’evento, si crea un indotto non indifferente. Teramo ha dimostrato di avere una grande potenzialità di accoglienza e ricettività. Certo, quest’anno abbiamo sfruttato un bando legato a eventi per le zone terremotate, ma se programmiamo per tempo possiamo mantenere questi livelli alti. In generale, per il Natale stavolta si è fatto squadra, ed è questa la strada da mantenere. Le criticità ci sono state, gli eventi nelle altre due piazze del centro sono stati sotto le aspettative e il bosco incantato ha potenzialità da sfruttare meglio. Ma di queste criticità faremo tesoro».
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