Picchiata dagli sfruttatori perde la figlia

1 Aprile 2018

Il dramma di una nigeriana arrivata incinta nel Teramano e obbligata a prostituirsi: la bimba è nata prematura e poi è morta

VAL VIBRATA. E’ morta il 27 marzo Joy, la bambina nata prematura a causa delle percosse ricevute dalla madre Blessing, nigeriana avviata alla prostituzione e la cui gravidanza era considerata dai suoi sfruttatori un problema da risolvere. La storia di Blessing (il nome, così come quello della figlia, è di fantasia per preservare la sicurezza delle persone coinvolte) arriva da lontano e si infrange sulle coste teramane dove la ragazza, come tante altre migranti, arriva carica di sogni e speranze per il futuro ritrovandosi invece ad affrontare l’orrore. La giovane parte dalla Nigeria e, dopo un viaggio drammatico attraverso il deserto, giunge in Libia dove subisce violenze e stupri. Resta incinta e, successivamente, arriva sulle coste italiane con in grembo la sua creatura e in mano un numero di telefono: è quello della "madame", unico contatto a sua disposizione. Una volta avvenuto l'incontro, la “madame” le impone di prostituirsi per ripagare un debito di 30mila euro che la nigeriana ha contratto a seguito di un giuramento, il “juju”, di cui non può fare parola con nessuno. Ma Blessing è incinta e la gravidanza rischia di far saltare i progetti di sfruttamento. Viene quindi picchiata selvaggiamente. Nella notte la donna viene colta da forti contrazioni e portata all'ospedale "Santo Spirito " di Pescara.
La bambina nasce il primo giugno 2017 prematura: ha solo 26 settimane, pesa 550 grammi e presenta ernie inguinali ed ombelicali. L’ospedale contatta l’associazione On the Road di Martinsicuro che si occupa delle vittime della tratta di esseri umani. Le operatrici affiancano Blessing e la sostengono nel nuovo calvario che si trova ad affrontare per salvare sua figlia. Dopo 5 mesi, trascorsi tra incubatrice e fisoterapie, finalmente la piccola viene dimessa ma rimane sotto monitoraggio. Le cose sembrano andare per il meglio quando una brutta tosse riporta Joy in ospedale: la piccola ha una broncopolmonite in fase acuta e, dopo una settimana in rianimazione, viene trasportata d’urgenza con un aereo militare all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. La diagnosi è drammatica: qualora si risolvano i problemi respiratori, la bambina resterà in vita ma sarà necessario amputare mani e piedi. Blessing, di fronte a questa prospettiva, viene colta da attacchi di panico ed ha un principio di crisi epilettica. Le operatrici di On the Road sono vicine alla donna in questi momenti terribili, mentre i servizi socio-sanitari del Gaslini predispongono l’accoglienza a proprie spese. Per la giovane madre le settimane diventano sempre più difficili. Prova a cercare conforto telefonico nella sua famiglia in Nigeria che però la respinge, suggerendole di abbandonare la bambina e di raggiungere la madame per pagare il debito e liberarsi dal giuramento.
Blessing però non perde la speranza e continua ad assistere la figlia ogni giorno. Dopo circa tre settimane in cui è tenuta in vita da un meccanismo di ossigenazione extracorporea, la bambina ha una crisi e muore pochi giorni fa. La piccola nigeriana viene sepolta nel cimitero monumentale di Staglieno, a Genova, alla presenza delle operatrici di On the Road. L’associazione ha attivato per Blessing il programma di protezione, in quanto le organizzazioni criminali del Pescarese hanno cercato più volte di rintracciarla per costringerla a pagare il debito. Attraverso il sistema nazionale anti-tratta la donna è stata accolta in una struttura protetta dove potrà trovare la pace necessaria per rielaborare il lutto e provare a ricostruire il proprio futuro.
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