Pietracamela, il Comune diffida proprietà e gestore degli impianti

Nell’atto si intima alla Gran Sasso Teramano di chiedere alla Finori srl la riconsegna dei beni «Non c’è mai stata l’aggiudicazione definitiva e non sono stati onorati gli impegni contrattuali»
PIETRACAMELA. Il Comune di Pietracamela ha inviato un atto stragiudiziale di diffida e messa in mora contro la Gran Sasso Teramano (Gst), la società in liquidazione proprietaria degli impianti sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva, e nei confronti della Marco Finori srl, la società di gestione delle attrezzature, per «il ritiro in autotutela del provvedimento di aggiudicazione provvisoria disposto dalla Gst in favore della società Marco Finori per l’affidamento della gestione degli impianti di risalita e per l’uso delle piste di discesa unitamente alle strutture esistenti in località Prati di Tivo», come recita la diffida stessa. La contestazione si riferisce al bando di vendita del lotto degli impianti e di altri beni immobili promosso nell’aprile del 2021 dalla Gst, e che era stato aggiudicato provvisoriamente lo scorso 30 giugno alla società Finori per un milione e 650mila euro e successivamente, secondo quanto sostiene la Gst, in modo definitivo. Il rogito notarile della vendita doveva essere fatto il 30 settembre, ma il tutto si era arenato per il ricorso proposto al Consiglio di Stato del Comune di Fano Adriano avverso la Gst. La vendita degli impianti, pertanto, risulta ancora non formalizzata e non a caso ad essa è seguita la proroga della gestione alla Finori per un anno.
LE RAGIONI DELL’ATTO
«Finori nella sua offerta si impegnava entro il 31 dicembre 2021 a eseguire il pagamento dei crediti vantati da tutti i professionisti ed entro 24 mesi da tutti i creditori», prosegue l’atto del Comune di Pietracamela, «ma la Gst non ha mai disposto l’aggiudicazione definitiva e Finori non ha provveduto al pagamento delle somme spettanti. La Gst ha effettuato la duplice scelta di omessa conclusione della procedura e di mancato incasso del debito scaduto, consegnando gli impianti e prorogando la gestione a Finori fino a dicembre 2022». Il Comune ritiene anche che «le manutenzioni ordinarie e straordinarie spettano per legge al gestore quindi a Finori quando, invece, risulta provato che le manutenzioni straordinarie sono state fatte dalla Gst per 130mila euro e che poi sono state rimborsate dalla Provincia ponendo a carico della finanza pubblica una spesa che per contratto doveva gravare sul gestore privato». Per questo il Comune invita «il liquidatore della Gst a convocare con assoluta urgenza l’assemblea dei soci con all’ordine del giorno la revoca dell’aggiudicazione provvisoria a Finori e l’azzeramento della gara, o in alternativa dell’aggiudicazione definitiva, e diffida il liquidatore a denunciare l’inadempimento contrattuale della Finori e a richiedere alla stessa la riconsegna dei beni pervenuti indebitamente in suo possesso stante la posizione di aggiudicatario provvisorio, ovvero ad adottare il provvedimento definitivo di aggiudicazione».
LA STAZIONE DI NESSUNO
L’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Intermesoli ha inviato una nota alla Gst dove viene segnalato alla società che è proprietaria della stazione a valle della seggiocabinovia della Madonnina, detenuta dalla Siget che prima ne era proprietaria. Il manufatto è stato trasferito con la cessione del ramo di azienda dalla Siget alla Gst, ma quest’ultima non ne è entrata mai in possesso. Tutte situazioni che verranno discusse nell’assemblea dei soci di martedì prossimo convocata dal liquidatore Gabriele Di Natale, che a proposito degli ultimi sviluppi ha dichiarato che «si esprimerà in merito solo dopo lo svolgimento dell’assemblea».
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