Pinacoteca, lavori bloccati per un errore del Comune

6 Giugno 2021

La tinteggiatura delle pareti non è stata comunicata alla Sovrintendenza Di Bonaventura: «Leggerezza che non giustifica la segnalazione in Procura»

TERAMO. La negligenza c'è stata, il Comune la riconosce, ma «non abbiamo fatto alcun danno, anzi abbiamo proceduto con interventi di miglioramento senza stravolgere nulla: sinceramente le azioni messe in atto dalla Sovrintendenza sembrano eccessive ed esagerate». A spiegare le ragioni dello stop ai lavori in corso alla Pinacoteca è l'assessore alla manutenzione degli immobili Valdo Di Bonaventura, che parla di «leggerezza» compiuta esclusivamente a fin di bene.
L'edificio necessitava di manutenzione urgente per risolvere i problemi al tetto e le gravi infiltrazioni d'acqua che minacciavano le sale interne: così il Comune nei mesi scorsi aveva avviato degli interventi mirati a sanare la situazione. «Durante i lavori, condotti da una ditta specializzata in restauro e altamente qualificata, abbiamo pensato di tinteggiare le pareti esterne per restituire bellezza e decoro a uno degli edifici più importanti della città: abbiamo scelto un tono del tutto simile al preesistente. Ed è nel corso di questi lavori che è arrivato lo stop della Sovrintendenza: ci hanno detto che quell'intervento doveva essere autorizzato da loro», spiega Di Bonaventura. La Sovrintendenza regionale non si è limitata a fermare i lavori, ma ha segnalato l'irregolarità alla Procura. Circostanza, questa, che ha mortificato e sorpreso l'assessore: «Era necessario arrivare a tanto? Non ci sono stati danni, solo miglioramenti. Abbiamo sempre collaborato, dando disponibilità e mostrando correttezza: questa leggerezza compiuta non giustifica una reazione così dura».
Ora il Comune per completare i lavori di tinteggiatura dovrà presentare un progetto in sanatoria all'ente regionale, che dovrà approvarlo. Con i tempi, non certo rapidi, che procedure simili hanno. L'azione della Sovrintendenza è finita nel mirino di diversi esponenti della cultura teramana che hanno firmato un manifesto di dissenso.
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