Pineto 2.0: ponte Zappacosta crea allagamenti

Polemica sull’opera appena inaugurata: la nuova struttura è più pericolosa della vecchia
PINETO. Il recente allagamento delle case confinanti con il ponte Zappacosta a Borgo Santa Maria di Pineto diventa un caso politico. Martedì è bastato un violento scroscio di pioggia a far emergere le prime criticità dell’opera inaugurata lo scorso luglio dopo due anni di lavori realizzati dalla Provincia. La protesta dei residenti è stata immediata. Ad alzare la voce anche il movimento “Pineto 2.0” capeggiato da Mimmo Ruggiero. «La comunità di Pineto non può più essere ostaggio di banali acquazzoni estivi e di incapacità oggettive a gestirli», afferma, «lo scorso luglio viene inaugurato il nuovo ponte Zappacosta e dopo i proclami, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sono bastati solo cinque minuti di pioggia affinché il ponte si rivelasse un vero e proprio canale capace di allagare case, macchine e cantine». “Pineto 2.0” chiama in causa il Comune. «L’amministrazione e progettisti si facciano avanti con urgenza e vadano a rendersi conto che, alla luce dei soldi pubblici spesi e dei disagi creati, quel ponte è molto più pericoloso del precedente», evidenzia, «durante la vigilia di Ferragosto, si è vista ancora una volta una città che urlava il bisogno di manutenzione: erano allagate anche via Tasso, via Ugo Foscolo, alcune strade di Scerne. È dovuta intervenire addirittura la Protezione civile per svuotare il sottopassaggio centrale in via Venezia, completamente inagibile, per liberare i numerosi turisti rimasti bloccati sul lato mare. Uno spettacolo indecoroso per la nostra città».
Domenico Forcella
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