Pineto, critiche dei 5 Stelle sui ritardi per il bilancio
PINETO. In settimana il Comune di Pineto dovrà approvare il bilancio di previsione per l’anno 2018. La legge imponeva di farlo entro il 31 marzo e quindi il prefetto ha intimato di approvare tale...
PINETO. In settimana il Comune di Pineto dovrà approvare il bilancio di previsione per l’anno 2018. La legge imponeva di farlo entro il 31 marzo e quindi il prefetto ha intimato di approvare tale strumento entro pochi giorni, pena la decadenza della maggioranza.
Il Movimento 5 stelle rimarca come il Comune di Pineto, nonostante abbia incassato 8 milioni di entrate straordinario non ancora riesce ad approvarlo. «Il motivo di tale ritardo è dovuto al fatto che non riescono a chiudere i conti, il bilancio è talmente dissestato che per cercare di approvarlo, hanno dovuto ricorrere ad alchimie contabili, che ci riserviamo di sottoporre all’attenzione della Corte dei conti», sottolinea Santino Ferretti, «Quest’anno, nonostante gli 8 milioni dissipati in clientele, trascurando del tutto l’esistenza di un paese di nome Pineto, hanno potuto chiudere il bilancio, sia pure con artifici contabili, grazie ai 200mila euro dati dalla Snam come risarcimento per lo scoppio del metanodotto. Se si analizza nel dettaglio il bilancio, esce chiaramente la mentalità di chi ci governa. Infatti tutto è finalizzato non al governo di Pineto, ma alla campagna elettorale fatta con i soldi pubblici. Il lavoro interinale, ad esempio, viene finanziato fino alla campagna elettorale, dopo quella data non c’è più niente. Questo per dire alle persone che hanno necessità di lavorare: abbiamo messo i soldi, se ci votate, li rimetteremo, altrimenti, rimarrete senza lavoro».
Il M5S critica anche le scelte fatte per Mutignano, dove al centro storico sono stati preferiti i lavori al campetto e al parco Castellaro. Tanti gli argomenti affrontati, dal progetto Paride «che ha svenduto il nostro impianto di illuminazione pubblica senza realizzare nessuna economia», alla gestione dei rifiuti «con l’ulteriore aumento della Tari» alla gestione del verde pubblico senza risorse.

