Pineto, l’ex hotel Garden rimane una ferita aperta

6 Febbraio 2022

PINETO. Italia Viva Pineto sferza ancora una volta la maggioranza che guida il Comune e chiede azioni dirette a salvare dal degrado lo storico e centrale ex hotel Garden di via D’Annunzio. Il...

PINETO. Italia Viva Pineto sferza ancora una volta la maggioranza che guida il Comune e chiede azioni dirette a salvare dal degrado lo storico e centrale ex hotel Garden di via D’Annunzio. Il coordinatore locale dei renziani Cleto Pallini punta il dito: «Il tempo, su quella struttura che potrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra città, si è fermato e non sembra esserci più un futuro. Non deve diventare un caso come quello di villa Filiani, che versava nel degrado fin quando è stata riqualificata. Se occorrono interventi mirati il Comune dev’essere a fianco alla proprietà e rilasciare i permessi necessari atti a risolvere un problema che si trascina da anni sotto gli occhi di turisti e cittadini. Fin quando eravamo in maggioranza», continua Pallini, «si attendevano pareri e perizie inerenti una prospettiva di rivalutazione dell’edificio, ma poi non si è saputo più nulla. Andiamo verso la fine della consiliatura e il problema sembra ancora irrisolto».
Sulla vicenda del Garden il sindaco Robert Verrocchio ha annunciato che ci sono novità in arrivo, ma senza specificare quali. La zona attorno alla struttura intanto è sempre transennata e i locali che sono a vista dal marciapiedi laterale sono diventati rifugio per gatti. La facciata mostra vetri rotti ad opera dei vandali, persiane rovinate e muri deteriorati.
A denunciare lo stato di degrado dello storico hotel, tempo fa, è stato anche il coordinatore di Fratelli d’Italia Pio Ruggiero che ha evidenziato come nonostante la Soprintendenza avesse, con nota del 13 marzo 2019, riconosciuto la sussistenza dell’interesse culturale sull’immobile, nessun intervento di salvaguardia da parte del Comune sia stato previsto. Intervenne, al fine di ridonare lustro all’edificio, anche lo scrittore teramano Elso Simone Serpentini, che nel presentare un libro su Fabrizio Padula, il medico che nei primi anni del Novecento costruì l’albergo in stile moresco-veneziano chiamandolo “Villa Giovinezza”, disse: «Non bisogna commettere il crimine di abbatterlo ma occorre semmai rilanciarlo e riqualificarlo». ( d.f.)
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