Pineto, marito violento: arrestato

Uomo di 33 anni viola il divieto di avvicinamento imposto dal giudice dopo avere puntato un coltello alla gola della moglie
TERAMO. Il giudice gli aveva imposto il divieto di avvicinarsi alla moglie dopo mesi di violenze e maltrattamenti tra cui anche un coltello puntato alla gola, ma lui lo ha violato minacciandola di morte e per questo è finito agli arresti domiciliari. E’ una cronaca che, purtroppo, si ripete drammaticamente uguale quella che questa volta vede protagonista un 33enne di origini napoletane residente a Pineto destinatario di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Domenico Canosa su richiesta del pm Enrica Medori.
Le accuse sono pesanti perchè l’uomo, secondo la ricostruzione fatta dall’autorità giudiziaria, non solo avrebbe ignorato il divieto di avvicinamento alla donna ma l’avrebbe continuata a maltrattare e minacciare di morte.Un incubo per la donna che per mesi, nella speranza di tenere unita la famiglia, non ha denunciato. Fino a quando le violenze sono esplose davanti ai bambini e questo l’ha portata nel mese di giugno a rivolgersi alla polizia dopo che l’uomo l’aveva minacciata puntandole un coltello alla gola. E sono stati gli agenti del commissariato di Atri, agli ordini della dirigente Ester Fratello, a ricostruire con estrema precisione un anno di maltrattamenti sia fisici sia psicologici. Secondo l’accusa l’uomo in più occasioni avrebbe picchiato la donna davanti ai figli minori, arrivando a puntarle un coltello alla gola, a sbatterle la testa contro il lavandino del bagno, a minacciarla continuamente. Dopo la denuncia della donna immediatamente sono scattate le indagini degli agenti del commissariato di Atri che ben presto sono diventate delle accuse nel rapporto presentato alla Procura.
Il primo provvedimento è stato un divieto di avvicinato con l’obbligo, per l’uomo, di stare lontano dalla ex almeno un chilometro. Evidentemente non è stato sufficiente a placare la violenza perchè dopo questo divieto l’uomo è tornato alla carica non solo irrompendo sul luogo di lavoro anche davanti a testimoni, ma con continue telefonate e minacce di morte a tutti i familiari. A questo punto la donna è tornata nuovamente a chiedere aiuto agli agenti denunciando non solo le minacce sul luogo di lavoro ma anche quelle telefoniche. E dagli agenti è partita un’altra dettagliata segnalazione alla Procura che ha subito presentato richiesta di inasprimento del divieto di avvicinamento. Pochi giorni fa e il gip ha firmato la misura degli arresti domiciliari che è stata notificata ieri mattina. Entro cinque giorni l’uomo dovrà comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia: potrà dare la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.
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