Pineto, maxi furto di scarpe con un bottino da 60mila euro

Ladri professionisti hanno svaligiato il magazzino del negozio per bimbi Aquilone Kids La proprietaria: «Non abbiamo telecamere, per entrare hanno tagliato le inferriate»
PINETO. Avranno impiegato ore per portare via tutto quello che c’era nel magazzino. Un furto messo a segno con calma, nel cuore della notte tra sabato e domenica, agendo indisturbati, con metodo e con tranquillità. Solo alle 10 di ieri mattina, orario di apertura, si è scoperto quanto avvenuto.
Il negozio di scarpe per bambini Aquilone Kids di Pineto è stato svuotato con un colpo da professionisti. I malviventi per accedere ai locali di via D’Annunzio 44 hanno prima cercato di praticare un foro sulla parete del vano scale che porta ai piani superiori. L’edificio è in ristrutturazione e non ci sono abitanti negli appartamenti, ma non riuscendo in questa maniera a entrare hanno optato per il taglio delle inferriate della finestra del magazzino. Dopo aver rotto il vetro e danneggiato uno scaffale appoggiato all’infisso sono entrati portando via calzature per un valore di acquisto che secondo una primissima e sommaria stima si aggira intorno a 60mila euro, ma la cifra potrebbe esseresuperiore. I ladri hanno portato via solo le calzature, lasciando le scatole vuote a terra. Quello che colpisce è che le scarpe della linea economica non sono state considerate. I ladri avevano le idee chiare sul da farsi e sul tipo di merce da prendere. I malviventi sono entrati anche nel negozio, dove hanno preso solo il cassetto della cassa con dentro 95 euro. «E’ stato un risveglio traumatico il nostro», commenta la titolare del negozio Beatrice Assogna, « la nostra commessa quando è entrata in negozio non ha notato subito l’accaduto. Il primo segnale del furto è arrivato quando ha guardato la cassa senza cassetto. Ma è stata la porta del magazzino bloccata per via delle scatole che ne impedivano l’apertura a far capire quanto successo e ci ha contattato. Poi è intervenuta la polizia. Noi non abbiamo telecamere e nessuno ha visto o sentito nulla, ci chiediamo anche cosa faranno di scarpe senza scatole, collocarle sul mercato non sarà semplice, immaginiamo siano destinate all'estero».
Evelina Frisa
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