Pineto, zona industriale svuotata Capannoni chiusi e in vendita

21 Aprile 2018

L’area produttiva di Scerne si sta desertificando, un colpo per l’economia di tutta la zona Il sindaco Verrocchio: «Il ponte di collegamento con Roseto darebbe ossigeno alle imprese»

PINETO. La zona industriale di Scerne di Pineto va verso la desertificazione. Girando per quelle vie che hanno nomi che rimandano alle attività economiche, come via del Commercio o via dell’Industria, fa una certa impressione vedere sempre più capannoni chiusi con i cancelli serrati. I cartelli “affittasi” o “vendesi” aumentano mese dopo mese, dipingendo di fatto un quadro desolante per l’economia della città di Pineto. Un quadro al quale si aggiungono anche i timori per il futuro del Mercatone Uno che lascia ben comprendere la situazione di stallo e di incertezza di tutto il tessuto economico locale. Per contrastare il fenomeno il sindaco Robert Verrocchio ha messo in campo alcune iniziative. «Rispetto alla zona industriale», spiega il primo cittadino, «il Comune di Pineto ha recentemente stimolato lo studio preliminare per il progetto del ponte di collegamento tra la zona industriale di Roseto, in prossimità del casello autostradale, e quella di Pineto. Un’opera che darebbe ossigeno alle aziende e ridurrebbe il traffico sulla statale 16. Abbiamo richiesto alla camera di commercio l’elenco completo di tutte le aziende della nostra zona industriale al fine di creare una sorta di rete. Abbiamo autorizzato lo stanziamento di 90 mila euro da destinare alle politiche del lavoro, a progetti di occupazione ed alla nuova imprenditoria che si svilupperanno nel corso del 2018. Appena censite tutte le aziende provvederemo a coinvolgerle per acquisire input più precisi ed utilizzare al meglio le somme stanziate in bilancio, anche in termini di formazione del personale». Il sindaco fa inoltre sapere che dl prossimo mese di maggio inizierà a visitare tutte le aziende della zona industriale, e non solo. «Saranno visite tese a conoscere in prima persona le eccellenze pinetesi e vedere cosa succede all’interno del cuore del mondo lavorativo del territorio». L’amministrazione comunale e la commissione per le pari opportunità inoltre informano che stanno lavorando ad una serie di progetti, il primo dei quali denominato “Conosciamo chi lavora” che raccoglierà dati e notizie di aziende, e dipendenti, operanti nella zona industriale di Scerne. Sulla situazione della crisi interna interviene anche il presidente dei commercianti pinetesi Biagio Iezzi che lancia l’allarme: «Le imprese artigiane stanno morendo, bisognerebbe dare un contributo per operai e per aziende che vogliono investire ma occorrono anche interventi regionali e nazionali. Mi preoccupa inoltre un altro aspetto. Non vorrei che i capannoni dismessi possano essere trasformati e utilizzati per aprire nuovi centri commerciali che sono la fine del commercio al dettaglio».
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