Pio Rapagnà: la giunta Pavone cancella la memoria storica
ROSETO. «Gli amministratori rosetani continuano a ignorare le ricorrenze fondamentali della nostra Repubblica e per questo dovrebbero dimettersi». C’è molta indignazione nelle parole di Pio Rapagnà,...
ROSETO. «Gli amministratori rosetani continuano a ignorare le ricorrenze fondamentali della nostra Repubblica e per questo dovrebbero dimettersi». C’è molta indignazione nelle parole di Pio Rapagnà, già parlamentare, il quale contesta la scelta dell’amministrazione comunale rosetana di non gestire in prima persona le celebrazioni. «Il giorno della memoria», incalza l’onorevole Rapagnà, «è stato ‘appaltato’ a due istituti scolastici locali, dove alcuni assessori sono intervenuti come ospiti, facendo delle considerazioni storiche quantomeno discutibili. In certe occasioni si parla più dei carnefici che delle vittime, dimenticando troppo spesso che anche Roseto ha dato il proprio pesante tributo di vite umane a favore della libertà». Senza una gestione diretta delle ricorrenze, sempre secondo Rapagnà, si corre il rischio di cancellare la memoria storica dei fatti, anche per quanto riguarda il passato di Roseto.
«Il nostro sindaco, Enio Pavone», continua Rapagnà, «ha preso parte in veste ufficiale, visto che indossava la fascia, alla cerimonia del ceramista Pier Giuseppe Di Blasio, dimenticando però di riferire il suo ruolo, non di artista che nessuno discute, ma quello politico che si basava sulla violenza. Nessuno parla del clima politico di quegli anni anche a Roseto, fatto di spie e picchiatori e anche di proprietà requisite. Tutto questo è riportato chiaramente sui documenti dell’epoca che io ho consultato, pertanto sono pronto a un confronto pubblico per fare nomi e ricordare episodi e fatti concreti. Forse il nostro sindaco non è a conoscenza di questa storia o forse la sua attuale ideologia non gli consente di ricordare pubblicamente episodi del passato costati lacrime e sangue. Per questo dovrebbe dimettersi». (f.ce.)
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