Pioppi tagliati sul lungomare: scontro sulla relazione dei tecnici

26 Ottobre 2024

Il Comitato per la difesa del verde: «Il documento dimostra che l’abbattimento non era necessario» L’amministrazione: «Lettura parziale del testo, i rilievi confermano la pericolosità di quegli alberi» 

ALBA ADRIATICA. Il Comitato tutela del verde pubblico, Rifiuti zero e Conalpa avevano chiesto lo stop all’abbattimento dei pioppi sul lungomare Marconi di Alba Adriatica chiedendo un confronto con l’amministrazione. Il comitato, in particolare, aveva anche prodotto un documento dell’Osservatorio fitopatologico abruzzese secondo cui in alcuni pioppi «non si rilevano sintomi attribuibili a organismi nocivi regolamentati. Alcuni esemplari mostrano segni di sofferenza visibili nei punti di capitozzatura delle branche a interessamento di parti del tronco e di chioma, riconducibili presumibilmente a sintomi di carie del legno». Insomma, il taglio non era necessario.
Arriva la risposta dell’amministrazione che, riferendosi proprio al comitato, parla di inesattezze e confusione che verranno smentite. «Questa amministrazione agisce nell’osservanza delle norme sulla base di relazioni, perizie e documenti depositati in regolare rapporto con enti sovraordinati e Soprintendenza», afferma, «trarre conclusioni affrettate e ingenerare confusione è inaccettabile, come appare altresì inaccettabile e grave persuadere i cittadini a credere che le certificazioni trasmesse, elaborate con metodi trasparenti e validamente riconosciuti, sottoscritte da un professionista abilitato e iscritto all’Albo, siano state indotte. Ribadiamo che le analisi tecniche e strumentali delle alberature del lungomare suggerite dall’Osservatorio fitopatologico sono già state condotte sul tratto sud e i referti hanno riscontrato peggioramenti biostatici e catalogati nell’ultima classe di propensione al cedimento degli alberi con conseguente rimozione. Le stesse analisi sono in corso per le restanti piante, che saranno rivalutate anch’esse, aggiornando i dati periziati proprio come consigliato dall’Osservatorio al comitato di difese del verde pubblico, prima di procedere con le sostituzioni». L’amministrazione ritiene che non sia stato reso pubblico da parte del comitato tutto il documento così com’è stato redatto per cui invita a farlo.
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