Piscina affidata senza convenzione
Il Pd attacca: l’impianto è gestito dai privati senza alcuna firma
TERAMO. Un nuovo pasticcio sull'affidamento della piscina comunale al coperto. Dopo i ritardi sull'avvio delle attività partite a novembre, si apprende che finora l'impianto è stato gestito senza la firma della convenzione che regola l'affidamento tra Comune e gestori. A mettere in evidenza l'intoppo è il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto che già in fase di affidamento criticò la decisione del Comune di sottrarre 80mila euro alle manutenzioni per destinarli ai lavori di adeguamento della piscina che non dovevano essere a carico del Comune. Adesso invece nel mirino del capogruppo finisce l'assenza della firma sullo schema di convenzione: «A che titolo dunque si è affidato l'impianto ai privati? Il timore è che queste lacune si traducano in nuovi problemi sul pagamento delle utenze».
Per D'Alberto già in passato gli uffici hanno dovuto porre rimedio al problema di 300mila euro di consumi eccessivi studiando un piano di rientro e teme ora che dietro la mancata firma ci siano nuovi contrasti tra Comune e privati. Con tutte le conseguenze che ne derivano per le prossime utenze. «Sulla convenzione» spiega D'Alberto «c'è scritto che l'obbligo di volturare le utenze scatta dalla firma della convenzione. Che però non c'è. Quindi ora mi domando: a carico di chi sono le utenze? Chi le sta pagando e per quale ragione? Dopo i pastrocchi amministrativi sul teatro comunale, si rischia nuovamente di mettere a rischio l'apertura della piscina». (m.d.t.)

