Piscina coperta, riapertura in forse

Non c’è ancora il bando per la gestione: Campana e D’Alberto accusano l’assessore Lucantoni
TERAMO. La piscina coperta non riaprirà a settembre. Una previsione su cui sono disposti a scommetterci in molti visto il fuoco di polemiche in direzione dell’assessore allo sport Francesca Lucantoni sui ritardi dei bandi con i quali il Comune deve dare in affidamento i suoi impianti sportivi. A scatenare la polemica, sia da parte della lista civica di maggioranza con il consigliere Guido Campana, sia da parte del capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto, sono stati gli annunci dell’assessore sulla delibera che rinnoverà l’affidamento estivo della piscina scoperta e sull’ingresso di nuovi investitori privati per la piscina al coperto.
«E’ da novembre che sollecitiamo l’urgenza dei bandi», afferma Campana. «È grave che il Comune si lamenti della mancanza di risorse, ma al contempo non faccia nulla per emanare i bandi che gli sgraverebbero il problema delle utenze. Intanto continuiamo a pagare bollette senza incassare un euro». Campana si dice quindi scettico sulla possibilità che a settembre si possano riprendere le attività della piscina coperta dal momento che a fine maggio scade il bando per la gestione (già prorogato di un anno, per cui è impossibile prorogarlo ulteriormente) e non c’è ancora alcuna formalizzazione del progetto proposto da un gruppo di nuovi privati interessati a rilevarla.
«Dal momento che in ballo ci sono lavori strutturali e di adeguamento impattanti, c’è in ballo un vero e proprio project financing da redigere per rimettere in piedi quell’impianto datato. Tra i tempi del project e l’emanazione del nuovo bando potrebbero trascorrere circa 7 o 8 mesi. Impensabile in queste condizioni ripartire in autunno, così come tardiva è la delibera sulla piscina scoperta. Gli altri anni apriva i primi giorni di giugno, adesso c’è solo una delibera e se tutto va bene aprirà in tempo per luglio».
Campana picchia duro anche sulla riduzione del contributo che il Comune tradizionalmente concedeva alle società sportive che gestiscono i campi di calcio nelle frazioni: «E’ la terza volta che il Comune riduce le somme. Parliamo di cifre esigue a fronte di attività con finalità sociali importanti visto che servono a tenere in piedi undici campi di calcio che intercettano i giovani delle frazioni. Un’operazione che non fa risparmiare nulla a un Comune che da un lato non argina con i bandi il problema di 300mila euro di bollette, ma dall’altro taglia fondi a piccole società sportive. Non mi stupirei se queste società esasperate restituissero la gestione dei campi al Comune che si ritroverebbe ad accollarsi anche questi impianti con un doppio boomerang».
Anche Gianguido D’Alberto del Pd imputa pesanti responsabilità all’assessore Lucantoni: «Siamo a fine maggio, con le scadenze sul collo senza un bando e finora i nodi al pettine sono rimasti gli stessi». «Circa le utenze fuori controllo», dice il capogruppo Pd, «va precisato che il Comune nei bandi precedenti stanziava dei contributi per aiutare le società a provvedere alle manutenzioni straordinarie. Quei soldi come e dove sono andati a finire? Stesse ombre sulle volture delle utenze. Dovrebbero essere a carico dei soggetti gestori. Perché arrivano al Comune?». D’Alberto conclude ritenendo deludente la capacità di programmazione dell’amministrazione disarmata di fronte ai privati. «Sono gli unici attori che portano avanti una progettualità di fronte alla quale il Comune si abbandona totalmente disarmato, senza controlli e senza input».
Marianna De Troia
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