Pista ciclabile, a rischio i fondi
I lavori devono essere aggiudicati entro il 30 ma l’iter è fermo
ALBA ADRIATICA. Solo due settimane per aprire il cantiere della discussa pista ciclabile lungo il Vibrata e scongiurare il rischio di perdere i fondi. Un'impresa che sembra ormai quasi impossibile dopo i ritardi degli ultimi mesi. Per questo, c’è chi ipotizza una proroga della scadenza e chi si prepara ancora a dare battaglia contro l'opera. L'ultimo balzo dell'iter burocratico è arrivato nei giorni scorsi, con la giunta dell'Unione di Comuni Val Vibrata che ha approvato il progetto definitivo del primo tratto da sette chilometri del pista cilabile da Alba Adriatica a Civitella, che collegherà la località costiera al bivio di Corropoli. Ma l'aggiudicazione dei lavori deve arrivare entro il 30 giugno per rispettare i tempi imposti dal finanziamento regionale da fondi Fas da un milione e 350mila euro. Nel mezzo, oltre alla conclusione della gara di appalto, il progetto dovrebbe passare anche per l'approvazione del consiglio comunale albense, la cui riunione non è stata ancora fissata. E mancherebbero ancora alcune autorizzazioni da parte di enti chiamati a vagliare il progetto. Alle decine di proprietari dei terreni interessati dagli espropri per la realizzazione del primo tratto di pista, inoltre, non sarebbero ancora arrivate le risposte alle obiezioni inviate all'Unione, nonostante l'approvazione del progetto. L'immagine, quindi, è quella di una frenetica corsa contro il tempo, con pochissimi giorni a disposizione per completare la prima parte di un iter burocratico cominciato ben 16 anni fa. Una corsa che a fine aprile, dopo diversi ritardi e dopo la modifica del percorso originario, ha incontrato un ulteriore ostacolo: l'annullamento della conferenza di servizi organizzata per raccogliere tutti i pareri degli enti interessati dall'opera, a causa di alcune assenze importanti, come quelle di Genio vivile, Autorità di bacino e Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici. Una situazione, quindi, che ora rischia di acutizzare le divisioni tra chi cerca di velocizzare i tempi ritenendo l'opera di importanza strategica, quindi l'Unione dei comuni e la Regione, ed i proprietari terrieri, che si oppongo alla realizzazione di una pista ciclabile che giudicano essere piena di criticità, a partire dai problemi di esondazione del torrente.
Luca Tomassoni
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