Pista ciclabile, negato l’accesso agli atti d’appalto

16 Febbraio 2019

Alba, l’Unione dei Comuni boccia la richiesta di alcuni proprietari dei terreni Il motivo è l’opposizione di una delle ditte che hanno partecipato alla gara

ALBA ADRIATICA. L’Unione dei comuni della Val Vibrata nega la trasparenza sugli atti della gara d’appalto per la realizzazione della pista ciclabile di collegamento da Alba Adriatica a Corropoli. Dopo mesi di attesa, infatti, nei giorni scorsi i proprietari ribelli dei terreni interessati dai lavori hanno ricevuto una risposta definitiva dagli uffici dell’ente vibratiano, secondo cui «la richiesta di accesso generalizzato relativamente ai verbali di gara non può essere accolta a seguito della formale opposizione da parte di una delle ditte partecipanti alla procedura».
Nella missiva, infatti, si cita l’opposizione da parte di una società teramana che non si è aggiudicata l’appalto. Per questo, l’Unione ha fornito ai proprietari solo atti marginali, ma senza gli allegati. I proprietari ribelli, gli stessi che hanno tentato di opporsi agli espropri, chiedevano invece la documentazione dettagliata per vederci chiaro sulla fase clou dell’iter burocratico, in special modo sui tempi record della gara stessa, che sarebbe stata espletata in soli dodici giorni nel giugno 2016 mentre l’Unione era alle prese con il ritardo accumulato e il rischio di superare la data limite per ottenere il finanziamento da un milione e 350mila euro della Regione.
Nella lettera in cui l’Unione nega l’accesso generalizzato agli atti, vengono anche citati alcuni riferimenti normativi, oltre ad una sentenza del Tar dell’Emilia Romagna, che prevedono casi di esclusione alla trasparenza degli atti, che invece è caldeggiata e imposta dalla normativa per stimolare il controllo della cittadinanza sull’operato delle amministrazioni pubbliche. Tra i motivi per negare l’accesso agli atti, la normativa segnala interessi pubblici, come sicurezza nazionale e conduzioni di indagini, oppure interessi privati, come quelli economici e commerciali o la protezione dei dati personali. A giudicare la legittimità dell’operato dell’Unione e in particolare della decisione di negare la visione pubblica dei verbali della gara d’appalto, ora, potrebbero essere chiamate la magistratura e le autorità competenti. I proprietari ribelli, infatti, avrebbero deciso di portare a termine la denuncia minacciata da mesi, oltre che di coinvolgere la politica appena dopo l’insediamento della nuova giunta Marsilio in Regione. Nel frattempo, la ditta santomerese vincitrice dell’appalto continua a costruire la nuova pista ciclabile, dopo aver ripreso lunedì scorso i lavori dal confine comunale tra Alba Adriatica e Corropoli verso est, lungo via del Vecchio Forte. Questo, nonostante non siano stati ancora superati gli ostacoli fisici e burocratici per collegare i vari tratti interrotti di pista costruiti nei mesi scorsi.
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