Pista ciclabile nel mirino Falò: «È una schifezza»

ALBA ADRIATICA. Il coordinamento per le piste ciclabili non molla sulla pericolosità del lungomare albense e incassa il favore dell’opposizione. Le 62 associazioni del Ciclat, che riunisce i teramani...
ALBA ADRIATICA. Il coordinamento per le piste ciclabili non molla sulla pericolosità del lungomare albense e incassa il favore dell’opposizione. Le 62 associazioni del Ciclat, che riunisce i teramani amanti delle bici, infatti, ha risposto punto su punto al sindaco Tonia Piccioni, che nei giorni scorsi aveva difeso gli interventi di riqualificazione della pista di Alba realizzati grazie al progetto Bike to coast.
In particolare, il coordinamento ribatte sui paletti, giudicati pericolosi, che dividono il tratto di pista ciclabile davanti alla Bambinopoli dal traffico automobilistico: «Il riferimento del sindaco al codice della strada riguardo i dissuasori appare poco pertinente, in quanto le piste ciclabili vanno separate dalla viabilità carrabile a mezzo di idoneo spartitraffico longitudinale, che nella pratica comune si sostanzia in un cordolo che deve essere largo 50 centimetri e alto 15». Poi sugli spazi stretti dello stesso tratto di pista: «sarebbe bastato ridimensionare i parcheggi». Mentre sulla colorazione azzurra: «Anche sul colore del percorso, tra l’altro bocciato dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici nella vicina Tortoreto, ci sarebbe da discutere. A poche settimane dalla sua applicazione questo risulta già sbiadito in più punti». Aggiunge poi il coordinamento: «Non abbiamo intento polemico ma siamo a disposizione dell’amministrazione per migliorare la mobilità ciclistica del comune costiero».
Ha voluto dire la sua anche il capogruppo di opposizione Luca Falò: «Basta un po' di buon senso per capire la pericolosità di questi dissuasori. Le critiche sono legittime, speriamo che i ciclisti vadano piano mostrando loro quel buon senso che chi ci amministra dimostra di non possedere trincerandosi in queste infantili difese ad oltranza. Mi auguro che tra i comprimari vi sia qualcuno che abbia la coscienza e l'onestà di dire in faccia al sindaco cosa pensa di questa roba. Io penso che sia una schifezza come poche». (l.t.)
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