Pista, serve una mega variante al progetto

ALBA ADRIATICA. Sono giorni cruciali, questi, per il futuro della pista ciclabile da Alba Adriatica a Corropoli lungo il torrente Vibrata. Secondo il cronoprogramma dell’Unione dei Comuni della...
ALBA ADRIATICA. Sono giorni cruciali, questi, per il futuro della pista ciclabile da Alba Adriatica a Corropoli lungo il torrente Vibrata. Secondo il cronoprogramma dell’Unione dei Comuni della vallata che sta realizzando l’opera, infatti, tutto dovrebbe essere terminato entro giugno, ad un anno dal via ai lavori. Per farlo, però, da quanto trapela, sembra necessaria l’approvazione nel consiglio comunale albense di una mega variante progettuale per collegare tutti i tratti realizzati in questi mesi.
Questa potrebbe rappresentare una sfida politica tutt’altro che semplice da risolvere, sia da parte del Comune albense che dell’Unione stessa. Nel frattempo la ditta santomerese a cui è stata affidata l’opera sta continuando i lavori cominciati nelle scorse settimane, quelli dal confine tra Alba e Corropoli in direzione est, verso l’incrocio tra via del Vecchio Forte e via Molino.
Da lì in poi c’è uno degli scogli più grandi da superare: trovare il modo di collegare fra loro e completare i tratti a monte e a valle del ponte di via del Vecchio Forte sul fosso affluente del Vibrata, davanti alla recinzione dell’omonima country house. Più a est ci sarebbero altre modifiche necessarie, sembra soprattutto a ridosso della zona artigianale e dove il torrente ha invaso i terreni interessati dal progetto iniziale. Potrebbe rappresentare una corsa contro il tempo, quindi, quella di redigere e approvare la variante, completare i nuovi espropri se necessari, avviare il cantiere e finire i lavori per inaugurare l’opera alle porte dell’estate.
Proprio in questi giorni di incertezza sono tornati a farsi sentire i proprietari ribelli dei terreni interessati dagli espropri, che hanno inviato l’ennesima missiva all’indirizzo dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata. Nella lettera si chiede riscontro per quanto invocato nei mesi scorsi e non esaudito, tra cui l’accesso agli atti della gara d’appalto completata in soli 12 giorni (che ha avuto già risposta parzialmente negativa), e l’attivazione dei controlli sull’iter burocratico da parte dell’ufficio anticorruzione dell’Unione stessa.
Luca Tomassoni
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