Pittrice uccisa, ex marito e figlio in Appello

Il 18 novembre l’ udienza di secondo grado per i due condannati per l’omicidio della donna di Chieti
TERAMO. Si svolgerà il 18 ottobre l’udienza in Corte d’appello per Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio di Giulianova, il primo di 71 anni e il secondo di 47 anni, condannati in primo grado con l’accusa di aver ucciso la ex moglie (per il primo) e mamma (per il secondo) Renata Rapposelli, 63 anni, pittrice originaria di Chieti. In primo grado il figlio è stato condannato a 27 anni (24 per il delitto e tre per l’occultamento di cadavere), mentre il padre a 24 anni di cui 21 per omicidio e tre per l’occultamento. Secondo i giudici della Corte d’assise teramana i due avrebbero ucciso soffocandola la donna il 9 ottobre 2017 al termine di un'accesa discussione per questioni economiche. L’istruttoria dibattimentale di primo grado ha consegnato agli atti il ritratto di una famiglia disgregata nei rapporti, con la donna che dopo la separazione aveva lasciato Giulianova per andare a vivere ad Ancona dove si era ritrovata in difficili condizioni economiche. Non aveva più rapporti con Giuseppe e Simone. In attesa di una pensione, la pittrice viveva con duecento euro al mese provento dell’assegno di mantenimento dell’ex marito e attendeva da lui tremila euro di arretrati. Un omicidio d’impeto con un movente economico: così, in 103 pagine di motivazioni, i giudici del tribunale di Teramo hanno spiegato il perché della condanna.
Il figlio (assistito dagli avvocati Gianluca Reitano e Gianluca Carradori) è detenuto nel carcere di Pescara, mentre il padre (assistito dall’avvocato Federica Di Nicola) in quello di Teramo.(d.p.)
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