Pizzi: sul rudere accuse infondate

17 Maggio 2018

Il commissario replica sull’esposto in Procura del comitato civico

TERAMO. «Assoluta infondatezza». È questa la valutazione del commissario del Comune Luigi Pizzi sull’esposto alla Procura presentato dal comitato di quartiere di Santa Maria a Bitetto per il rudere di via Muzi. La replica del prefetto che guida l’ente da quando giunta e consiglio sono decaduti, oltre ad esprimere «amarezza» per le contestazioni mosse dai residenti, che chiedono ai magistrati di accertare le responsabilità dell’amministrazione nella mancata demolizione dell’edificio fatiscente, ripercorre le tappe recenti della vicenda. «Il 20 marzo è stata emanata una diffida alla società proprietaria dell’immobile», ricorda il commissario, «nella quale si intimava a mettere in atto tutti gli interventi necessari per la pulizia, il decoro e la sicurezza del cantiere». Alla sollecitazione è seguito, il 10 aprile, un sopralluogo da parte di tecnici del Comune che, accertata l’inosservanza della precedente disposizione, dava avvio a un ulteriore avviso destinato a rimuovere le condizioni di pericolo generate dal rudere ingabbiato da impalcature ormai fatiscenti e circondato da una recinzione che ha comportato anche la chiusura al transito di via Muzi nella parte adiacente al mercato coperto. Nel frattempo, l’edificio è stato controllato anche da operatori del Gts, il Gruppo tecnico di supporto che fa capo alla Protezione civile per il rilevamento degli ulteriori danni provocati dal terremoto. Dai riscontri della verifica è scaturita un’ulteriore ordinanza firmata Pizzi in cui sono stati concessi ai proprietari venti giorni per l’applicazione delle misure dettate per il decoro e la sicurezza dell’area circostante l’immobile che affaccia anche su vico del Cigno e largo Anfiteatro. Il nuovo termine fissato dal Comune non è ancora scaduto.
L’ente comunque resta in attesa «dei risultati del sopralluogo che verrà compiuto con urgenza da un tecnico abilitato», al quale affiderà l’incarico di accertare l’effettiva realizzazione degli interventi richiesti, all’esito del quale saranno adottate le prescrizioni «a tutela della pubblica e privata incolumità, che eventualmente si renderanno necessarie». Pizzi tiene a precisare che l’ulteriore verifica non rappresenta un obbligo per l’amministrazione che in ogni caso si rivarrà nei confronti della società proprietaria nel caso in cui risultasse inadempiente alla scadenza del termine indicato nell’ordinanza. L’iniziativa del comitato di quartiere, però, trae spunto dal fatto che il rudere si trova in condizioni di degrado che creano pericoli per l’incolumità e la salute pubbliche ormai da decenni. Più volte in passato l’amministrazione comunale ha emesso ordinanze destinate alla messa in sicurezza dell’area, ma a parte interventi limitati, il problema è rimasto irrisolto. Secondo i residenti, inoltre, le scosse sismiche e la pesante nevicata dell’anno scorso hanno compromesso ancora di più la struttura diroccata. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.