Più cari i buoni pasto negli asili nido

È il prezzo da pagare per aver lasciato entrambe le strutture pubbliche. Aumenta del 20% anche la Cosap
GIULIANOVA. I pasti sono diventati più cari negli asili nido comunali. Nel bilancio pluriennale 2016-2018, presentato martedì pomeriggio ai consiglieri in commissione bilancio, infatti, è stato inserito un aumento di 0,40 euro a pasto, per un totale di 3 euro a buono pasto. L’aumento non è considerevole ma ha già suscitato polemiche da parte dei genitori, che sono anche costretti, dall’anno scorso, a pagare le rette in base al reddito Isee. L’aumento è un piccolo scotto da pagare per aver lasciato entrambe le strutture, Arcobaleno e Coccinelle, pubbliche. Nello scorso consiglio comunale Lorenzo Di Teodoro, capogruppo della lista per Mastromauro sindaco, aveva in qualche modo anticipato la decisione dicendo che «a Giulianova anche aumentare di 40 centesimi i buoni pasto è un problema». Da ieri, intanto, le maestre delle cooperative hanno lasciato il loro posto di lavoro. Nei due asili rimarranno ora solo le dipendenti pubbliche.
Nel pluriennale è previsto anche un aumento lineare del 20% della Cosap, il canone che si deve pagare per le occupazioni permanenti e temporanee nelle strade, nei corsi, nelle piazze, nei mercati e, in generale, nelle aree comunali. L’assessore al bilancio Germano Giovanardi ha anche spiegato, durante la riunione, che il debito fuori bilancio (anche se ancora non ufficialmente riconosciuto dal consiglio) di 330mila euro che il Comune ha con l’Ambito sociale Tordino sarà spalmato nei prossimi tre anni e dunque riconosciuto insieme al bilancio pluriennale, che si voterà il 15 giugno. A questo proposito il consigliere Gianluca Antelli, capogruppo di Giulianova rinasce, ha fatto nuovamente notare che, proprio per conoscere l’entità e nel dettaglio quel debito, ha fatto richiesta di accesso agli atti ben tre mesi fa, senza aver ottenuto risposta (entro 30 giorni il Comune è tenuto a consegnare la documentazione richiesta). Anche per quanto riguarda la convocazione del consiglio, fissata appunto per metà giugno, Antelli ha tenuto a far sapere che, nonostante il sollecito da parte del viceprefetto (inviato sia ai consiglieri di maggioranza che minoranza) a convocare un’assise entro il 9 giugno, invierà personalmente una nota in prefettura dicendo che l’amministrazione non ha voluto anticipare la data e che, come consigliere di opposizione, non potrà far altro che prenderne atto. Nel consiglio di lunedì scorso, dove è stato approvato il consuntivo 2015, anche Fabrizio Retko, di Linea Retta, ha minacciato, a tal proposito, di ricorrere al tribunale amministrativo dell’Aquila.
Durante la commissione, presieduta da Valerio Rosci, si è parlato anche della divisione della somma introitata con la vendita della Julia servizi, pari a cinque milioni e 400mila euro. «Di quei fondi», ha spiegato Rosci, «un milione e 300mila euro andranno impiegati nelle manutenzioni delle strade, come il rifacimento degli asfalti e le operazioni di rimozione delle radici nelle strade dissestate, come viale Orsini. I rimanenti quattro milioni e 100mila euro, invece, sono stati utilizzati a totale copertura del debito dell’ente dovuto al riaccertamento straordinario dell’anno scorso». Nel consuntivo 2014, infatti, tutti i Comuni furono costretti a fare un riordino delle entrate e uscite degli ultimi anni, essendo cambiato il metodo di gestione di cassa. Dall’accertamento del Comune di Giulianova, dunque, risultarono quattro milioni e 100mila euro di debiti, spalmati nell’arco dei prossimi 30 anni in rate da 138mila euro. «Non si tratta di veri e propri debiti», ha spiegato Rosci, «ma lo Stato ti dice che, ogni anno, dovrai partire con meno 138mila euro in cassa. Facendo confluire lì la somma derivante dalla vendita della Julia siamo andati ad annullare il gap che altrimenti ci saremmo trovati ogni anno. In questo modo, quindi, abbiamo ridato liquidità alle casse comunali».
Come prima ipotesi, si era pensato di coprire i tre milioni e 300mila euro di mutuo richiesti alla Cassa depositi e prestiti per pagare il debito Franchi, ma poi si è optato per avere liquidità. Nel pluriennale, infine, è inserito il dimezzamento dei dirigenti: rimarranno solo Mariangela Mastropietro e Corinto Pirocchi.
Margherita Totaro
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