Più di duemila metalmeccanici scioperano per la sicurezza

30 Gennaio 2018

TERAMO. Più di duemila operai metalmeccanici in 25 fabbriche hanno raccolto l’invito, venerdì scorso, di Fim Cisl e Fiom Cgil a sospendere la produzione per 15 minuti alla fine di ogni turno.Tra le...

TERAMO. Più di duemila operai metalmeccanici in 25 fabbriche hanno raccolto l’invito, venerdì scorso, di Fim Cisl e Fiom Cgil a sospendere la produzione per 15 minuti alla fine di ogni turno.
Tra le maggiori aziende in cui si è raggiunto il 100% dell’adesione vi sono state la Betafence, il gruppo Glm (ex Mta ed ex Glm), la Mivv, la Oslv. Adesione dell’80% è stata raggiunta alla Pcm ed alla Datalogic. «L’obiettivo era esprimere solidarietà e vicinanza alle vittime del gravissimo incidente di Milano e sensibilizzare riguardo il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro», spiegano i sindacati, «in molte aziende l’occasione è stata utile per un confronto ed un approfondimento riguardo questi temi, in particolare rispetto alle tutele legali esistenti, agli strumenti di protezione ed al loro corretto utilizzo, alle figure preposte al rispetto delle norme ed alla rappresentanza dei lavoratori. Sono state organizzate, inoltre, molte assemblee straordinarie che hanno rappresentato un importante momento di condivisione ed approfondimento. Solo in alcune realtà, però, hanno aderito all’iniziativa anche le aziende portando il proprio contributo, nonostante gli auspici e gli inviti della vigilia».
I sindacati ritengono che si debba affrontare seriamente l’argomento: «Non si può tornare a parlare di sicurezza sul lavoro soltanto al prossimo incidente. Non possiamo aspettare altre vittime: si deve lavorare, da subito, affinché altre vittime non ci siano. Tutti siamo chiamati a svolgere il nostro compito: le organizzazione sindacali per quel che compete la denuncia, la proposta, la formazione e l’informazione; le aziende e le associazioni che le rappresentano rispetto all’acquisizione della consapevolezza ed agli investimenti; le istituzioni preposte alla vigilanza; gli organi di informazione alla necessaria ed utile narrazione quotidiana».