Più forte in centro storico la crisi del commercio

Nel cuore della città poca gente e perdite ingenti anche per chi è rimasto aperto Invece al centro commerciale il “Black Friday” ha portato un maggiore afflusso
TERAMO. È il fine settimana del Black Friday. Anche a Teramo gli sconti hanno dato un minimo di respiro alle attività, già duramente falcidiate dalle restrizioni della zona rossa, ma comparando le due principali zone commerciali della città lo scenario è molto diverso tra il centro Gran Sasso e i negozi de centro storico.
Al centro commerciale si è visto un aumento degli afflussi, nonostante i tanti negozi chiusi e le numerose limitazioni presenti in quelli aperti, con dei nastri posti sulla merce non autorizzata alla vendita dall'ultimo Dpcm. «Non c'è grande scelta», dice Lucrezia Ioannoni, cliente di Cisalfa, «sto comprando qualcosa per i miei figli, visto che almeno gli articoli per bambini si possono acquistare, anche grazie agli sconti. Quel poco che ci è concesso lo facciamo». Dello stesso avviso Remo Biocca, cliente della libreria Giunti: «Almeno i regali per mia figlia Cecilia li possiamo acquistare. È la prima volta che usciamo a fare shopping in zona rossa, menomale che per i bambini si trova ancora tutto». Anche per i commercianti, pur essendo ovviamente lontani dai numeri di un normale Black Friday, c'è un po' di sollievo. «Sta andando meglio di come pensavamo», dice Dalila Del Grosso, dipendente di Intimissimi, «siamo tra i pochi negozi che non solo possono permettersi di rimanere aperti, ma anche di poter vendere tutta la merce, visto che non ci sono limitazioni sull'intimo. Anche grazie agli sconti c'è stato un ottimo afflusso di clienti». Dello stesso avviso Federica Fini, dipendente dello store Adidas: «Senza limitazioni sui capi d'abbigliamento sportivi si riesce a lavorare. Non sarà mai come un Black Friday normale, ma sta andando senza dubbio meglio in questo weekend che nei giorni precedenti. Siamo soddisfatti». Più cauto Gianluca Panzoni, di Game Stop: «Sicuramente queste giornate di sconti ci stanno aiutando. Poi noi siamo avvantaggiati, possiamo vendere quasi tutto, eccezion fatta per le magliette. Però non possiamo dire che vada bene: diciamo che sta andando meglio considerando il contesto, tutto qui». Sara Paradisi, dipendente di Yves Rocher, ci racconta gli umori della gente: «La situazione sta andando meglio perché la gente ha grande voglia di normalità. È stufa, glielo si legge negli occhi. In questi giorni c'è stato un buon afflusso, considerando la zona rossa, anche per questo motivo». Le fa eco Marcos Cortelazzo, dipendente del negozio di scarpe Aw Lab: «Non possiamo lamentarci, ci sono stati tanti clienti nonostante il contesto. Sta andando molto meglio».
La soddisfazione è a metà per il direttore del centro commerciale, Lucio Bezzi: «I pochi negozi aperti si stanno dando da fare e gli sconti ci stanno aiutando. Ma questo non è il Black Friday, siamo lontani anni luce dai numeri degli scorsi anni, naturalmente. Auspichiamo che il governo tolga qualche limite nelle prossime settimane, perché così è molto difficile lavorare. Chiediamo solo questo: lavorare, con tutti gli accorgimenti sanitari del caso, ma lavorare».
Il rendimento altalenante del centro commerciale è sicuramente molto più roseo rispetto ai negozi del centro città. «Qui la situazione è deprimente», attacca Antonio Topitti, storico commerciante del centro e dirigente di Confesercenti, «ci sono perdite ingenti per tutti, per i negozianti che chiudono ma anche per quelli che rimangono aperti. Ci sono tante lamentele, tutte giustissime. I famosi ristori non arrivano e non sono state bloccate le scadenze fiscali. Così il commercio in centro rischia di sparire». Restano chiusi Mazzitti Moda e Sottosopra. «Riusciamo a vendere qualcosa a domicilio, ma ovviamente parliamo di numeri molto bassi», dice Manuel Aceto, rappresentante del consorzio shopping di Teramo centro e responsabile del Mazzitti, «il consorzio resta in contatto continuo con la regione, per capire quando sarà finalmente possibile riaprire senza limitazioni». Molto amareggiato il titolare di Sottosopra, Tiziano Lattanzi: «Abbiamo deciso di restare chiusi. Potevamo vendere qualcosa, visto che abbiamo anche intimo e articoli sportivi, ma in una misura troppo scarsa per permettere un’apertura dignitosa. Fatico a comprendere questo Dpcm, con alcuni negozi aperti e altri chiusi. Così non si ferma il contagio, si penalizza soltanto il commercio». Infine, la voce della storica pelletteria Il Bagaglio By Poker: «Facciamo qualche vendita online, ci sono clienti che stanno approfittando degli sconti. Ma senza vedere la merce in pochissimi acquistano», commenta il titolare Dario Sfoglia, rappresentante di Confcommercio.
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