«Più strade da riservare alle bici»

Tursi (Fiab): «L’istituzione della zona a 30 chilometri l’ora ha portato benefìci»
GIULIANOVA. «I benefìci della zona 30, ovvero il limite di 30 chilometri all’ora, sono evidenti a Giulianova così come nelle altre città dove è stato inserito, e a questo punto sollecito l’amministrazione affinché preveda, all’interno del tessuto urbano, strade a priorità ciclabile». È la proposta di Alessandro Tursi, presidente nazionale Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta), che lo scorso anno, insieme ad Assoturismo Confescercenti, ha fortemente voluto l’istituzione della zona 30 a Giulianova Spiaggia, dal quartiere Annunziata fino alla zona nord, dal lungomare fino alla statale 16, anche se quest’ultima è esclusa.
«Bisogna comprendere che la zona 30 non è un limite ma un’opportunità», dice Tursi, «a Giulianova i dati ancora non sono stati comunicati dal Comune, ma da quello che so io c’è stata una diminuzione degli incidenti e una maggiore consapevolezza nella popolazione che il limite di 30 all’ora produce anche meno inquinamento e invita all’utilizzo della bici». Dai dati diffusi dalla città di Bologna nei primi sei mesi della zona 30, si evince che ci sono stati meno incidenti, meno morti e meno feriti, e, di contro, più biciclette, più passeggeri sugli autobus, meno traffico e una riduzione notevole dell’inquinamento. «Andando piano», aggiunge Tursi, «c’è meno utilizzo da parte dell’automobilista del cambio delle marce e, di conseguenza, la macchina consuma meno e l’inquinamento si riduce». Tursi, infine, ricorda che i cittadini giuliesi, a parte qualche critica, hanno accolto favorevolmente la zona 30. «In città c’è pi consapevolezza», conclude il presidente, «e per questo invito il sindaco Jwan Costantini e l’amministrazione a pensare a nuovi percorsi ciclabili in città, e anche a strade con priorità ciclabile». (l.v.)

