Più suolo pubblico alle attività Il Comune proroga gli aiuti

29 Gennaio 2021

La possibilità di occupare maggiori spazi all’esterno per bar, pub, ristoranti e birrerie resterà in vigore fino al 31 marzo. La giunta pensa di rendere il provvedimento definitivo

TERAMO. L'obiettivo è quello di aiutare le attività maggiormente colpite dalle restrizioni, come la ristorazione e in generale le attività di somministrazione di cibi e bevande, a riprendersi dalla crisi. E per questo, in base a quanto previsto dalla conversione in legge del Decreto Ristori, la giunta ha approvato ieri pomeriggio la nuova proroga per l'occupazione di suolo pubblico, che resterà in vigore fino al 31 marzo. Per chi aveva già richiesto l'ampliamento degli spazi esterni la proroga sarà automatica, senza necessità di un'ulteriore domanda, mentre per chi non aveva provveduto sarà possibile farlo in quanto non sono previsti limiti. È una misura che, se l'Abruzzo come si spera dovesse tornare in zona gialla già da domenica, si rivelerebbe provvidenziale per molte attività, soprattutto bar e locali di somministrazione come ad esempio le birrerie. In ogni caso, vista la continua incertezza su apertura e chiusure, è difficile che oltre alle autorizzazioni già rilasciate, e che saranno prorogate automaticamente, arrivino nuove richieste da parte di altre attività.
«In base alla legge 176 del 2020 la proroga sarà al 31 marzo», ha sottolineato l'assessore con delega al commercio Antonio Filipponi, «poi vedremo cosa succederà. Certo viste le restrizioni in zona arancione le attività di fatto non ne possono usufruire, essendo consentito solo l'asporto, ma se si dovesse tornare in zona gialla dalla prossima settimana tutte le attività che avevano già richiesto la maggiore occupazione di suolo pubblico potranno contare sulla possibilità di sfruttare quello spazio». Per l'assessore la speranza è che queste misure possano essere ulteriormente prorogate e diventare strutturali, almeno per un certo periodo di tempo. «Al di là del distanziamento», continua Filipponi, «il fatto di poter contare su una maggiore occupazione di suolo pubblico sarebbe molto utile per le attività di somministrazione e di ristorazione, anche nella fase di ripartenza e quindi una volta superata l'emergenza. Penso che sarebbe opportuno prorogare questo tipo di misure per uno o due anni».
In ogni caso, anche se la misura non dovesse essere prorogata a livello governativo, il Comune sembra intenzionato a procedere in questa direzione. «Da parte nostra stiamo valutando un'eventuale modifica del regolamento», spiega Filipponi, «perché riteniamo che al di là dell'emergenza per Teramo sia stata un'esperienza molto positiva, come dimostrato anche da Teramo Natura Indomita. Gli esercenti, infatti, con piante e fiori hanno anche contribuito, in un dialogo costante con l'amministrazione, a rendere la città più bella, più turistica, più piacevole da vivere». Aspetti che potrebbero essere valorizzati con la modifica del relativo regolamento comunale, che potrebbe intervenire anche sui materiali da utilizzare per gli spazi esterni e altri accorgimenti. «Seguiremo la normativa nazionale e vedremo se ci saranno ulteriori proroghe», conclude Filipponi, «ma siamo pronti laddove non si dovesse proseguire su questa strada a intervenire come amministrazione».
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