Plasma da Pavia ad Atri per salvare una paziente

Trasfusione con il sangue di un guarito per una donna di Alba Adriatica È ricoverata da quasi due mesi ma non migliora, è il primo caso in Abruzzo
ATRI. Da più di quaranta giorni è in ospedale, ma le sue condizioni non migliorano. Tutte le terapie provate, compresa quella dell’ozono, non hanno dato risultati. Per lei ieri sera all’aeroporto di Pescara è atterrato un aereo militare con una sacca di plasma proveniente dall’ospedale San Matteo di Pavia donata da un paziente guarito dal coronavirus.
All’ospedale Covid di Atri nessuno si arrende e da ieri sera quel plasma viene trasfuso su una paziente di 68 anni di Alba Adriatica malata di Covid e con una patologia oncologica. «In Abruzzo questa terapia non è ancora partita e allora per tutta la giornata abbiamo cercato un centro che ci aiutasse», dice Enrico Marini, coordinatore dell’ospedale Covid di Atri da mesi in prima linea come tanti suoi colleghi, «la disponibilità è arrivata dall’ospedale San Matteo di Pavia e dopo i contatti tra le due direzioni sanitarie la macchina si è subito messa in moto». Il plasma è stato portato a Pescara con un aereo militare e da qui, poi, con un elicottero al San Liberatore dove già nella serata di ieri è iniziata la prima trasfusione.
Fra i percorsi individuati a livello di sperimentazione in Italia una strada importante è proprioo quella rappresentata dall'uso, nei malati, del plasma di persone che hanno avuto Covid-19 e sono completamente guarite. Queste persone, infatti, hanno sviluppato anticorpi contro il nuovo coronavirus che possono servire a chi è malato per combattere l'infezione. Attualmente in alcune città del nord Italia, come Mantova, sono partite delle sperimentazioni, che mostrano primi risultati di successo in pazienti gravi. L'efficacia di questa opzione, già impiegata in passato nella Sars e nella Mers, è stata provata anche da uno studio in Cina, per ora su 10 pazienti, pubblicato sulla prestigiosa rivista Pnas. Insomma, se ulteriori dati confermeranno la sua validità, il plasma da guariti potrebbe essere in futuro essere applicato su scala più ampia. Il protocollo clinico-sperimentale per l’uso del plasma dei pazienti guariti è stato sviluppato dalla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, in collaborazione con altre strutture come quelle di Mantova e Lodi, e dall’azienda ospedaliera universitaria di Padova.
Dice la direttrice sanitaria dell’Asl Maria Mattucci che ha preso contatti Cesare Perotti, primario del centro trasfusionale del San Matteo di Pavia: «L’obiettivo è salvare vite umane e tutto quello che si deve fare si fa. Sempre».
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