Poca sicurezza, Anaao contro Mattucci

7 Aprile 2020

Il sindacato dei medici attacca sulla carenza dei dispositivi. Di Giosia al ministro: il personale deve lavorare sereno

TERAMO. Sicurezza e dispositivi di protezione individuale (Dpi) scarsi: anche l’Anaao interviene sulla polemica che ha visto fra i protagonisti principali il sindaco Gianguido D’Alberto.
Il sindacato osserva che il personale, dai medici agli addetti delle pulizia è stato esposto al rischio di contagio per la carenza di Dpi che «rischia di trasformarli, da difensori della salute, in potenziali diffusori del virus, come già accaduto a medici e infermieri della nostra azienda sanitaria».
Il segretario aziendale Gabriella Marini invita la Asl a colmare la carenza e auspica «che la nuova task force lavori insieme ai vertici aziendali nella gestione dell’emergenza e che, insieme, rinforzino le protezioni a beneficio di coloro che, nonostante le numerose difficoltà e la mancanza cronica di Dpi, operano come sempre con professionalità e competenza».Perchè i casi di contagio in alcuni reparti, continua l’Anaao «sono la prova tangibile che qualcosa non ha funzionato» e le richieste di aiuto del personale sanitario sono rimaste inascoltate».
E a questo punto il sindacato replica duramente alle dichiarazioni fatte, qualche giorno fa, dalla direttrice sanitaria della Asl Maria Mattucci .Quest’ultima, secondo l’Anaao avrebbe, fra l’altro, «“scaricato” la responsabilità dei contagi avvenuti nel reparto di oncologia sul capo dipartimento, Carlo D’Ugo; ha glissato sulla richiesta di aiuto e sostegno da parte del personale sanitario». Il sindacato critica lo «“scaricabarile” proprio da parte chi ha la responsabilità massima dell’organizzazione. Infatti, chi dovrebbe coordinare il personale sanitario e garantire che l’attività sia improntata su criteri di qualità e sicurezza? Chi ha il compito di organizzare e di verificare i percorsi, i protocolli e le procedure? Chi dovrebbe essere, se non il direttore sanitario, il garante ultimo dell’assistenza sanitaria agli utenti? È questo il momento della responsabilità e delle risposte chiare ed è gravissimo che un direttore sanitario aziendale si sottragga a esse nelle funzioni attribuite alla sua competenza».
Sempre ieri il direttore generale facente funzione Maurizio Di Giosia si è associato all’appello rivoto dalla Federazione delle aziende ospedaliere al ministro della Salute, Roberto Speranza, «per chiedere di attivarsi con provvedimenti che consentano a tutti gli operatori della sanità di poter lavorare serenamente e in un clima di fiducia, pur in questa condizione di drammatica emergenza». Il rischio reale è che il servizio sanitario pubblico che ci ritroveremo una volta passata l’emergenza, non tenga più, si legge in una nota della Asl. Per reagire all’emergenza la sanità « ha dovuto agire in fretta, assumendosi responsabilità impensabili senza possibilità di organizzarsi al meglio e, soprattutto, con un mercato mondiale assolutamente impreparato a gestire richieste di acquisto di presidi sanitari in grandi quantità, ha sicuramente commesso tanti errori a tutti i livelli, ma questo è il momento delle alleanze e non delle divisioni». (a.f.)