Pochi agenti, Castrogno rischia il collasso

29 Giugno 2016

Carcere, il sindacato Sappe lancia l’allarme: «Serve nuovo personale e il rientro di tutti i distaccati»

TERAMO. Riesplode il caso della carenza di personale nel carcere di Castrogno, che con i suoi attuali 307 detenuti è uno dei più sovraffollati della regione. A lanciare nuovamente l’allarme è Giuseppe Pallini, il segretario provinciale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che parla di «rischio collasso». In una nota, inviata al provveditore regionale per Lazio, Abruzzo e Molise e per conoscenza al direttore del carcere di Teramo, al segretario generale del Sappe e a quello regionale, Pallini chiede il distaccamento a Teramo di almeno 10-15 unità dei vari ruoli ed il rientro in sede tutte le unità a vario titolo distaccate. Nella nota Pallini ricorda le varie criticità organizzative, che vanno dai «quotidiani accorpamenti di postazioni di servizio, ai servizi di piantonamento di detenuti all'ospedale civile di Teramo, organizzati su tre turni giornalieri di otto ore, dal personale richiamato dal riposo settimanale e dal congedo ordinario alle postazioni di fondamentale pregiudizio per la sicurezza sguarnite o chiuse, dal demansionamento del personale ruolo ispettori al personale non inviato ai corsi di formazione». Nella nota, inoltre, il sindacalista ricorda come gli agenti di polizia penitenziaria in servizio a Castrogno abbiano 14mila e 200 giorni di ferie arretrate. Attualmente gli agenti in servizio a Castrogno sono 160 a fronte di una pianta organica che ne prevede 236. Nella nota, inoltre, il sindacalista sottolinea «la mancanza di strumenti tecnologici, telecamere e allarmi su tutte, di idonee e salubri postazioni di lavoro ai sensi del testo unico sicurezza, la mancata apertura del bar nonostante le notevoli spese sostenute per i lavori di ristrutturazione e gli interpelli interni banditi per la scelta del personale da impiegarvi dal momento che l'istituto si trova in zona disagiata a diversi chilometri distante dalla città e senza mezzi di collegamenti». Non è la prima volta che, negli ultimi anni, il sindacato lancia l’allarme sulla carenza di personale nel carcere teramano e sollecita l’intervento delle istituzioni competenti. Fino ad oggi, però, tutte le richiesta sono cadute nel vuoto.(d.p.)

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