Poco personale, bloccato il parto senza dolore

SANT’OMERO. Con il parto in analgesia Sant’Omero procede a singhiozzo, scaricando la responsabilità dritta agli operatori sanitari che occasionalmente la continuano a praticare dopo che il progetto,...
SANT’OMERO. Con il parto in analgesia Sant’Omero procede a singhiozzo, scaricando la responsabilità dritta agli operatori sanitari che occasionalmente la continuano a praticare dopo che il progetto, partito nel 2011, è terminato.
La Asl di Teramo ha nei fatti bloccato l’innovativo servizioche permette alle gestanti di dare alla luce il figlio in modo indolore, fortemente voluto dall’ex direttore generale Giustino Varrassi e dall’ex direttore sanitario Camillo Antelli e proseguito con l’attuale dirigenza. Gli anestesisti, qualche tempo fa, avevano seguito un corso di preparazione e perfezionamento al parto in analgesia al Fatebenefratelli di Roma. Metodica acquisita e praticata per un po’ tempo per un elevato numero di partorienti che avevano scelto Sant’Omero per mettere al mondo un figlio.
Ma con le nuove norme sugli orari di lavoro niente parto in acqua, niente parto in analgesia. Al Val Vibrata le donne diventano mamme secondo i metodi tradizionali. Gli anestesisti in organico al presidio ospedaliero dovrebbero essere undici. Ne sono appena otto, invece. Pare che la Regione abbia i fondi per finanziare le ore dedicate al servizio da parte del personale anestesista, ma è da vedere se i limiti di orario possono rappresentare un ostacolo. Anche gli anestesisti possono sforare di poche ore l’orario di servizio, con il lavoro straordinario.
E tra un po’ inizia il piano ferie per cui c’è il rischio che il polo operatorio (chirurgia, ortopedia e ginecologia-ostetricia) subisca un nuovo ridimensionamento nel numero delle prestazioni perché ciò che il personale deve garantire sono i “Lea” ossia i livelli essenziali di assistenza, non l’extra. E difficilmente la Asl potrà fare delle assunzioni a tempo determinato per coprire le carenze.
La Cgil aziendale chiede pari condizioni. «L’auspicio è che il piano ferie che per contratto scatta da giugno a settembre», spiega Antonio Macrillante del sindacato, «sia equanime per tutti e quattro i presidi. Ci saranno accorpamenti temporanei? Non lo sappiamo, ma vogliamo garanzie e chiediamo, perciò, che i nostri rappresentanti in Regione, l’assessore alla Sanità e la Asl di Teramo tutelino il “Val Vibrata” che in estate vedrà aumentare per la stagione turistica avviata, sia il numero di utenti che le prestazioni, considerando anche l’elevata produttività come i dati che abbiamo ampiamente ci dimostrano».
Alex De Palo
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